UIL su formazione e reclutamento: “dopo il 3 + 2 subito in ruolo, no al concorso”

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red – La UIL risponde alle proposte del Partito Democratico pubblicate su OrizzonteScuola.it relative alla proposta di nuovo percorso di formazione e reclutamento che vuole il concorso come unico strumento per entrare definitivamente in ruolo.

red – La UIL risponde alle proposte del Partito Democratico pubblicate su OrizzonteScuola.it relative alla proposta di nuovo percorso di formazione e reclutamento che vuole il concorso come unico strumento per entrare definitivamente in ruolo.

E a nostro modesto parere, il percorso proposto dal Partito Democratico pare più una corsa ad ostacoli che rischia di far schiantare a muro chi investe anni per diventare insegnanti.

Una ricapitolazione ci aiuta a capire. Infatti, dal "Cantiere scuola del PD" svoltosi a Terrasini e alla quale era presente anche la redazione di OrizzonteScuola.it, si è avanzata la proposta di modificare il sistema di formazione e reclutamento dei docenti (dopo un periodo di transizione per smaltire le graduatorie ad esaurimento) attraverso le lauree magistrali.

Questo il percorso proposto: 3 anni di laurea + 2 di specializzazioni, con un anno di tirocinio inglobato nei due di specializzazione. Il tirocinio dovrà essere svolto nelle scuole e gli aspiranti docenti assegnati ad un tutor senior scelto tra i docenti di ruolo dell’istituto. Quindi esame per abilitazione.

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Ma tutto ciò non basta a diventare insegnante di ruolo, infatti bisognerà superare un concorso a cattedra, che sarà bandito ogni due anni. E se non si vince il concorso? Non ci saranno, e su questo il PD è stato molto chiaro, liste di attese di idonei che saranno assunti per scorrimento. O si vince e si riprova il concorso o si cambia mestiere.




La UIL non ci sta, e fa una sua proposta per la formazione e il reclutamento dei docenti che non prevede il concorso. La selezione bisogna farla ad inizio percorso e non alla fine, col rischio di incidere pesantemente sulla scelta e sulla vita delle persone. Perché se è vero che il concorso seleziona, è anche vero che spesso pesa anche la fortuna e questa non è una competenza acquisibile con studio e impegno.

Ecco, nei punti cardine, la proposta per il periodo di transizione e la nuova formazione con reclutamento dei docenti presentata dalla UIL:

  • Va mantenuto l’attuale norma che regolamenta le assunzioni 50% dalle graduatorie permanenti, 50% dai concorsi.
  • Va perseguito il duplice obiettivo: assorbire l’attuale precariato. Evitare la formazione di ulteriore precariato.
  • Va semplificato il sistema.

Dopo la laurea un tirocinio presso la scuola, previa fase concorsuale su cui possano avere un ruolo le reti di scuole a livello territoriale.

Dopo un breve periodo di tirocinio-formazione direttamente nelle aule scolastiche, con un tutor
responsabile tra i docenti della scuola, superata la verifica si entra in ruolo.

Suggeriamo lo stesso metodo di assunzione che si utilizza per i magistrati, superando l’attuale procedura che sposta troppo in avanti, rispetto al percorso di studi, il momento dell’assunzione con eccessive fasi ed alti costi a carico delle famiglie. [Solamente l’attuazione del 2° percorso dei TFA sposta, in sei mesi, circa 70 milioni di euro, dalle tasche delle famiglie dei giovani disoccupati e dei precari alle università.]

Nella fase transitoria i primi concorsi sono riservati agli abilitati; occorre superare il doppio percorso prove per l’abilitazione, e prove peril concorso.

Il bando del 2° TFA genera nuovo precariato ed allunga oltre misura la fase transitoria.

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