UIL. Ad agosto le retribuzioni degli italiani sono rimaste ferme rispetto a luglio

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Dichiarazione di Antonio Foccillo, Segretario confederale Uil

L’Istat conferma che, nel mese di agosto, le retribuzioni degli italiani sono rimaste ferme rispetto a luglio e che hanno subito una lieve variazione positiva su base annua.

Dichiarazione di Antonio Foccillo, Segretario confederale Uil

L’Istat conferma che, nel mese di agosto, le retribuzioni degli italiani sono rimaste ferme rispetto a luglio e che hanno subito una lieve variazione positiva su base annua.

Il problema è che ciò riguarda la minoranza dei lavoratori, perché la maggioranza non ha rinnovato i contratti, in particolare nel pubblico impiego, dove gli stipendi sono rimasti immutati. Il 52,4% dei lavoratori, infatti, è in attesa dei rinnovi e nel P.I. non solo non ci sono stati incrementi salariali dal 2010, ma sono rimasti bloccati anche i salari individuali.

Purtroppo, le difficoltà per questi lavoratori sono destinate a permanere se non saranno intraprese azioni tendenti da un lato a rinnovare i contratti e dall’altro a ridurre le tasse su salari e pensioni per dare maggiore liquidità.

Senza queste misure, le difficoltà delle famiglie italiane e dell’economia aumenteranno perché sono in calo, rispetto allo scorso anno, sia i redditi delle famiglie, sia il potere di acquisto. Ciò incide sulle spese creando seri problemi alle aziende che vivono di consumi interni.

È necessario, dunque, uscire da questa spirale negativa e aiutare le famiglie, i lavoratori, le imprese e i cittadini, modificando profondamente la politica economica, riformando la fiscalità e aumentando il potere di acquisto, rinnovando i contratti ancora aperti.

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