Ugl: progressione carriera valorizzi professionalità

di Lalla
ipsef

inviato da UGL – "Siamo convinti che la progressione di carriera per il personale della scuola debba essere più snella e celere. Per questo motivo proponiamo di passare a un meccanismo automatico e a cadenza triennale, da attuarsi per anzianità di servizio, valorizzando così l’esperienza professionale maturata".

inviato da UGL – "Siamo convinti che la progressione di carriera per il personale della scuola debba essere più snella e celere. Per questo motivo proponiamo di passare a un meccanismo automatico e a cadenza triennale, da attuarsi per anzianità di servizio, valorizzando così l’esperienza professionale maturata".

Questo, in sintesi, il contenuto del documento presentato dall’Ugl Scuola oggi in audizione presso la VII Commissione del Senato sul dl "scatti".

"Bisogna tener conto del fatto che l’età media di assunzione nella scuola – si legge – è molto elevata e i meccanismi attuali penalizzano tutti i lavoratori, in particolare i neo assunti. E non dobbiamo dimenticare l’elevato tasso di precarizzazione che, da sempre,
affligge il comparto e che negli ultimi anni ha raggiunto livelli inaccettabili. Inoltre, il meccanismo di progressione della carriera attualmente prevede, in modo ingiusto, il riconoscimento dei primi quattro anni di pre-ruolo per intero e del periodo eccedente nella
misura dei due terzi. In più, nell’arco della carriera lavorativa scolastica, viene a mancare il tempo utile per maturare le massime posizioni stipendiali".

"I governi che nel tempo si sono succeduti alla guida del Paese – si evidenzia -, hanno cercato, sistematicamente, di riformare la scuola adottando il criterio dei tagli e del risparmio, penalizzando l’intero comparto e il servizio di qualità che la scuola pubblica
italiana deve necessariamente offrire ad alunni e famiglie. Impoverire ulteriormente le risorse destinate al Miglioramento dell’Offerta Formativa (Mof), significherebbe non permettere alle istituzioni scolastiche di perseguire gli obiettivi prefissati dal Piano
dell’Offerta Formativa (Pof) e, di conseguenza, verrebbe meno la credibilità degli Organi Collegiali, tra i quali il Collegio dei Docenti".

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