Ugl: perché il Ministro prova fastidio verso chi tutela lavoratori, famiglie e diritto all’Istruzione?

Federazione Nazionale UGL Scuola – Appare paradossale e tendenziosa la dichiarazione del massimo rappresentante del Dicastero dell’Istruzione che, anziché adoperarsi a tutelare e tranquillizzare milioni di studenti, famiglie e lavoratori della scuola pubblica e privata con interventi chiari e risolutivi necessari a salvaguardare l’incolumità dei cittadini, prova a mistificare la realtà dei fatti.

Accusare i Sindacati, casa dei lavoratori e strumento di tutela dei loro diritti, è un’azione che si commenta da sola.

Tra l’altro la circostanza appare ancor più deprimente alla luce del fatto che lo stesso Ministro ha, in passato, ricoperto ruoli da sindacalista. Una circostanza quest’ultima che,
dobbiamo dedurre, è stata rapidamente dimenticata una volta assunto il ruolo governativo.

Il Sindacato, quale l’Unione Generale del Lavoro (UGL), quello serio e impegnato da oltre 70 anni in battaglie sociali a tutela e difesa  del cittadino, vuole il rientro nell’aula scolastica, alveo naturale dell’ educazione e della formazione dei giovani, ma pretende le necessarie garanzie sulla sicurezza e sulla funzionalità del sistema.

Attacchi provocatori e lesivi delle professionalità di uomini e donne intenti a svolgere correttamente e senza sudditanze il proprio ruolo di difesa e rivendicazione a fronte di una situazione eccezionale e mal gestita, minano la credibilità di un’intera Nazione.

“Assumere il personale necessario per sdoppiare le classi al fine di  ottenere il doveroso  distanziamento   – afferma decisa il Segretario Nazionale Ornella Cuzzupi – e predisporre tutte le azioni necessarie alla piena funzionalità della scuola è  ciò  che va messo in atto, senza se e  senza ma, così come affermato da sempre. Da parte nostra
siamo pronti a confrontarci su tutto ma occorre che alla base vi sia concretezza e prospettive realizzabili. Le chiacchiere strumentali ed i maldestri tentativi di delegittimazione verso chi rappresenta la voce del cittadino, non produrranno altro che fallimento e confusione, proprio quello che alla Scuola italiana non serve!”.

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