UE. Votate nuove norme per migliori condizioni di vita e di studio per studenti e ricercatori extracomunitari

di Giulia Boffa
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Il Parlamento europero ha votato oggi delle nuove norme che offrirebbero migliori condizioni di vita e di lavoro a studenti e ricercatori extracomunitari talentuosi, in modo da incoraggiare la competitivita’ degli Stati membri nel lungo periodo.

Secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale del Parlamento Ue, tali norme renderebbero inoltre piu’ chiare le condizioni d’ingresso e soggiorno dei tirocinanti stranieri, dei volontari, degli alunni e dei ragazzi “alla pari”.

Il Parlamento europero ha votato oggi delle nuove norme che offrirebbero migliori condizioni di vita e di lavoro a studenti e ricercatori extracomunitari talentuosi, in modo da incoraggiare la competitivita’ degli Stati membri nel lungo periodo.

Secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale del Parlamento Ue, tali norme renderebbero inoltre piu’ chiare le condizioni d’ingresso e soggiorno dei tirocinanti stranieri, dei volontari, degli alunni e dei ragazzi “alla pari”.

Come afferma la Commissione europea, infatti, per la ricerca e lo sviluppo l’Europa spende lo 0,8% in meno del Pil rispetto agli Stati Uniti e l’1,5% in meno rispetto al Giappone, spingendo molti fra i migliori ricercatori e innovatori di tutto il mondo a trasferirsi in questi Paesi.

L’aggiornamento delle norme europee, si legge nella nota, e’ stato approvato con 578 voti in favore, 79 voti contrari e 21 astensioni e potrebbe rendere l’Unione europea piu’ attraente per i cittadini di Paesi terzi che cercano opportunita’ per fare ricerca, per studiare o per partecipare a uno scambio di studenti.

“Ci sono altri Paesi nel mondo che attualmente stanno svolgendo un lavoro migliore rispetto al nostro per attrarre lavoratori competenti e qualificati. Ci sono spesso procedure burocratiche complicate. Servono regole piu’ chiare e semplici per rendere l’Europa piu’ attraente. Una quantita’ maggiore di studenti stranieri e di scambi internazionali stimolerebbe la crescita economica, promuoverebbe l’innovazione, creerebbe piu’ posti di lavoro nel lungo periodo e renderebbe piu’ competitivi i nostri Stati membri”, ha affermato la relatrice Cecilia Wikstrom (Alde, Se).

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