UE chiede agli stati membri normativa che riconosca formazione in situazioni informali

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red – Dai corsi di formazione agli stage, dall’apprendimento informale delle lingue al riconoscimento delle esperienze sul campo: l’UE chiede agli Stati membri che si normino per riconoscere la formazione in contesti extrascolastici.

red – Dai corsi di formazione agli stage, dall’apprendimento informale delle lingue al riconoscimento delle esperienze sul campo: l’UE chiede agli Stati membri che si normino per riconoscere la formazione in contesti extrascolastici.

Un segnale forte giugne dall’UE su come cambia la formazione e l’apprendimento, nonchè il ruolo della scuola.

Si tratta di una proposta che sarà discussa dal Consiglio UE tra il 23 e il 24 novembre e avrà quale obiettivo "promuovere il riconoscimento delle abilità e delle competenze maturate al di fuori del mondo scolastico o accademico", al fine di "accrescere le opportunità occupazionali in particolare all’indirizzo dei giovani disoccupati e di coloro che dispongono di poche qualifiche formali come, ad esempio, i lavoratori anziani e quelli scarsamente qualificati".

Si tratta di consentire ai cittadini di "ottenere una qualifica piena o parziale sulla base delle abilità e competenze" conseguite "sul campo"

Attualmente, solo Francia, Finlandia, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno una legislazione che certifichi questo tipo di competenze.

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