UDS. Aumentare le ore ingiustizia per i docenti, ma anche peggioramento della didattica

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UDS – "Siamo in un paese in cui la retorica del docente fannullone prevale sulla necessità di migliorare la didattica." – dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti – "Non si mettono al centro la scuola e gli studenti, non c’è un progetto di lungo periodo per la scuola italiana, ma solo la volontà di rispondere con slogan che rispondono unicamente alla volontà di continuare a tagliare indiscriminatamente i costi."

UDS – "Siamo in un paese in cui la retorica del docente fannullone prevale sulla necessità di migliorare la didattica." – dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti – "Non si mettono al centro la scuola e gli studenti, non c’è un progetto di lungo periodo per la scuola italiana, ma solo la volontà di rispondere con slogan che rispondono unicamente alla volontà di continuare a tagliare indiscriminatamente i costi."

"Aumentare le ore dei docenti in ruolo a parità di salario non è solo un’ingiustizia per gli insegnanti, tra i meno pagati in Europa, ma potrebbe comportare un peggioramento della didattica e dell’attenzione nell’insegnamento." – continua Danilo Lampis –  "Creare nelle scuole un clima competitivo tra i docenti a causa dell’introduzione dei bonus premiali, metterà fortemente in difficoltà il patto educativo ed il rapporto con gli studenti. I docenti per essere motivati all’insegnamento, per svolgere la professione valorizzando al massimo l’apporto degli studenti, hanno bisogno di sicurezze, di aumenti salariali, di corsi di aggiornamento."

"Pensiamo che le scuole debbano essere aperte sul serio fino alle 22, configurandole come presidio di democrazia e di lotta alla dispersione scolastica" – continua nella nota l’UdS – "Questo però può essere fatto solamente investendo, assumendo i precari, aumentando lo stipendio ai docenti, finanziando il MOF (Miglioramento Offerta Formativa) e riformando i piani dell’offerta formativa. Parimenti il taglio di un anno senza una riforma adeguata dei cicli e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni è soltanto una iniziativa spot. Vogliamo scuole aperte, al centro del territorio, inclusive e attente alle attitudini del singolo. Bisogna rimodulare come, quando e cosa si studia ed i docenti sono centrali in questo."

“Il Ministro non ha un’idea di scuola" – conclude l’UdS – "Riteniamo a dir poco inaccettabile che si continui a ragionare nell’ottica dei tagli su una scuola sofferente e martoriata. Chiediamo che il Governo ascolti gli studenti, gli insegnanti e i genitori e non proceda in maniera antidemocratica annunciando sin da ora la conversione di questa proposta in una legge delega da presentare nei prossimi giorni."

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