UDS. Il 12 marzo di nuovo in piazza con una proposta di legge popolare contro la Buona Scuola

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L'Unione degli Studenti torna in piazza a protestare contro la Buona Scuola di Renzi.

L'Unione degli Studenti torna in piazza a protestare contro la Buona Scuola di Renzi.

"Dalle indiscrezioni sembra che nei dispositivi legislativi che verranno lanciati nelle prossime settimane verranno confermati gli indirizzi presenti all’interno delle 136 pagine de La Buona Scuola: la valutazione per svilire il rapporto tra studenti e docenti; la meritocrazia che favorisce una competizione nella miseria tra docenti, studenti e scuole stesse; il rapporto subalterno della scuola a favore dell’imprenditoria nostrana che notoriamente non investe in qualità, ammodernamento, ricerca e riconversione ecologica dei processi produttivi preferendo basse competenze, lavoro gratuito e precarietà; una riforma degli organi collegiali con una centralità del preside manager, che acquisirà nuovi poteri in una scuola imprenditrice di se stessa, sul modello americano; l’ingresso degli investimenti privati, unico viatico accanto ai contributi “volontari” delle famiglie, capace di sostenere una scuola pubblica che diventerà sostanzialmente privata. Si parla inoltre dell’immissione in ruolo dei precari, ma stupisce constatare la scarsità di investimenti disposti nella legge di stabilità, che peraltro dovrebbero coprire anche altri settori della riforma, a partire dall’”epocale” riforma dell’alternanza scuola lavoro." scrivono gli studenti sul loro sito.

"L’emanazione del decreto legge, la messa in discussione della legge delega e del ddl sugli studenti rappresentano per noi uno schiaffo in faccia alla democrazia. La consultazione è stata una farsa: vi hanno preso parte 6600 studenti, mentre le piazze, le assemblee e le occupazioni per un’alternativa al progetto renziano sono state solcate da più di mezzo milione di studenti. Se qualcuno ha creduto che il movimento studentesco potesse essere digerito con il panettone natalizio si è sbagliato di grosso. Babbo Natale ha affrontato una dolorosa indigestione e noi stiamo tornando: la nostra primavera inizia il 12 marzo" minacciano i ragazzi, criticando aspramente la consultazione del Governo.

Lanciano pertanto una controproposta:"Alla Buona Scuola di Renzi, che corre verso una traduzione legislativa, vogliamo contrapporre innanzitutto una Legge di iniziativa popolare sostenuta da 100 mila cittadini, depositata nel 2006 a conclusione di un vasto processo mobilitativo contro la riforma Moratti. Un processo nato dal basso, senza deleghe e che ha saputo ricercare la più ampia partecipazione mettendo in comune saperi, esperienze e sogni per una scuola slegata dal giogo delle imprese, una scuola in grado di formare cittadini attivi e consapevoli. Da nord a sud si susseguono assemblee per studiarla, modificarla, ampliarla. Si tratta di una scommessa, che si fonda sulla partecipazione attiva e consapevole di chi la scuola la vive ogni giorno. Ma vogliamo delineare ulteriormente, seppur brevemente e schematicamente, le priorità che sottoponiamo alla discussione a tutto il Paese per cambiare la scuola e renderla realmente un bene comune."

Ecco le prorità degli studenti: finanziamenti, istruzione tecnica e professionale, diritto allo studio, valutazione, edilizia scolastica.

Da qui l'invito a tutti gli studenti: "Ci rivolgiamo a tutte le studentesse e gli studenti e a tutti i soggetti che credono nella necessità di una riscossa democratica del Paese. Costruiamo il 12 marzo e immaginiamoci i prossimi mesi di mobilitazione. Oggi ci giochiamo una partita storica. La nostra generazione è un frammento di una più ampia fetta di subalterni, senza voce, che vive ai margini. Sembra che l’unica nostra prospettiva sia quella di accettare anni e anni di lavori sottopagati o gratuiti, non allineati ad anni di studi che ci sono costati un’occhio della testa, o direttamente la disoccupazione. Sembra che l’unica prospettiva sia la guerra con chi sta peggio di noi, in una società monopolizzata dalle paure. Qualcuno oggi ci dice di tornare nei nostri banchi, come se non stesse succedendo niente, come se dovessimo lasciar spazio a qualcun altro che metterà le cose a posto. Mai che invece si lasci spazio alle nostre idee e soluzioni. Per questo se il Governo e le élites economiche marciano compatti contro i nostri diritti e il nostro futuro, noi non faremo alcun passo indietro, neanche per prendere la rincorsa."

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