Udir: rivalutare retribuzione Dirigenti scolastici, preoccupa blocco mobilità

di redazione
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Comunicato Udir – La delegazione Confedir incontra il ministro per la pubblica amministrazione Dadone. Il segretario organizzativo e presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, ha illustrato anche le problematiche inerenti alla valorizzazione, al reclutamento e alla pianta organica dei dirigenti scolastici, chiedendo attenzione anche per i suoi collaboratori e il middle management nonché per le responsabilità relativi alla sicurezza degli edifici.

Sul piano normativo, Udir chiede un’integrazione immediata del Testo Unico sulla sicurezza con l’esonero delle sanzioni a carico dei presidi che non hanno il potere di spese, dopo l’ennesimo caso che ha colpito di recente la ds Franca Principe, come ha auspicato il vice-ministro Ascani.

Certamente, come più volte sottolineato dal sindacato Udir, sul ds non possono ricadere colpe di cui non ha responsabilità: infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentare i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle Autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.

Sulla pianta organica, il giovane sindacato della dirigenza scolastica ha chiesto il ripristino delle sedi di presidenza falcidiato negli ultimi dieci anni (-4mila) e la messa a norma immediata dei 24 mila plessi senza agibilità con il rispetto dei diritti degli studenti disabili. Il ruolo del vicario insieme alle responsabilità degli altri collaboratori deve essere rivisto in termini di avanzamento di carriera e alta professionalità all’interno del sistema quadri che pure esiste nel settore privato con risorse aggiuntive nei contratti, percorsi riservati di accesso al reclutamento. Bisogna ridurre al minimo l’istituto della reggenza coprendo in organico di diritto tutte le sedi vacanti e sottodimensionate e legare l’autonomia alle esigenze del territorio. Tutti gli idonei dell’attuale concorso devono essere assunti dopo i vincitori già dal prossimo anno.

Inoltre Udir chiede che si ponga con chiarezza la questione della rivalutazione della retribuzione dei dirigenti scolastici, della necessaria perequazione retributiva con le altre dirigenze pubbliche e della perequazione interna alla stessa categoria tra le retribuzioni dei dirigenti provenienti dalla carriera direttiva, quelle dei vincitori del concorso riservato agli ex presidi incaricati e quelle dei vincitori dei concorsi ordinari.

Negli ultimi anni si è assistito a un costante depauperamento delle retribuzioni con la forte riduzione della retribuzione di posizione a causa della falsa applicazione della legge 122/2010, che ha bloccato il versamento della RIA dei dirigenti andati in quiescenza, a causa della progressiva riduzione delle risorse assegnate al FUN, ridimensionato di un terzo nell’ultimo quinquennio. Tale politica di tagli ha portato effetti aberranti con incredibili richieste, persino di restituzione di somme non pervenute a diversi dirigenti a seguito delle contrattazioni regionali. Per Udir queste posizioni sono inaccettabili e si chiede che vengano rese disponibili in sede negoziali risorse aggiuntive da destinare all’incremento retributivo dei dd.ss. allineandolo a quello delle altre dirigenze del comparto Istruzione e Ricerca. Sempre in tema di rivalutazione di retribuzione dei dirigenti scolastici, da sempre Udir porta avanti una battaglia per ottenere l’adeguamento dello stipendio dirigenziale al tasso di inflazione.

Importante anche la situazione in cui versano innumerevoli istituzioni scolastiche che, per via della difficile situazione politica e di una serie di evidenti errori amministrativi, sono chiamate a sopperire all’incresciosa problematica causata dal mancato conferimento dell’incarico di Dsga. La tempistica della quotidianità scolastica non permette nessun tipo di lassismo e non è affatto ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

Preoccupante risulta la situazione che si va prospettando, relativa alla mobilità dei dirigenti scolastici, nei prossimi 10 anni. La mobilità dei dirigenti scolastici appena immessi in ruolo fuori della propria regione sarà ostacolata infatti da almeno tre fattori: il vincolo triennale di assegnazione alla propria sede, sancito dal contratto di lavoro; il limite del 30% delle sedi disponibili da riservare alla mobilità interregionale, previsto nello stesso contratto di lavoro; la sincronia con cui i dirigenti si troveranno a chiedere la mobilità interregionale alla scadenza di ogni triennio. Da una parte per ciascuna annualità gli USR renderanno disponibili solo poche sedi nelle diverse regioni, mentre dall’altra entrerà in gioco un gran numero di dirigenti che chiederanno la mobilità. Il combinato disposto dei suddetti fattori rischia di rendere di fatto impossibile e bloccata per lungo tempo la mobilità interregionale per la maggior parte dei dirigenti da poco immessi in ruolo fuori regione, che per quanto prevista nel contratto, sarà per loro di fatto preclusa. Purtroppo, questa scelta porta con sé altre gravi contraddizioni e genera ulteriori motivi di doglianza.

Come conseguenza più evidente e ingiusta, i vincitori posti nelle ultime posizioni dal settembre 2020 potranno scegliere sedi più vantaggiose rispetto a chi, pur posizionandosi ai primi posti della graduatoria di merito, a partire da quest’anno sarà costretto a un lunghissimo periodo di lavoro fuori regione, in un palese ribaltamento del criterio di merito e con una manifesta lesione dei principi amministrativi di imparzialità e ragionevolezza. Per scongiurare il blocco completo della mobilità interregionale nei prossimi anni e impedire il rovesciamento di ogni criterio di merito nell’attuale procedura che di fatto penalizza i primi e premia gli ultimi della graduatoria di merito, il sindacato propone di adottare, a partire dall’a.s. 2020/2021 e fino all’esaurimento della graduatoria di merito, la mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo e l’abolizione del tetto del 30% e di qualsiasi limitazione al numero delle sedi disponibili per la mobilità interregionale.

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