Udir: riattiviamo plessi dismessi e garantiamo distanziamento a scuola, tutela penale per ds

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Udir – Presentata una bozza di protocollo quadro per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”.

La ministra Dadone dice che bisognerà continuare con la didattica a distanza anche dopo l’emergenza. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Necessario prevedere uno scudo penale per tutelare i dirigenti scolastici; inoltre, occorre rimettere in sesto tutti quegli edifici che nell’ultimo decennio sono stati accantonanti, così da permettere un giusto ritorno a scuola, in sicurezza

Oggi è stata presentata, in un incontro con le confederazioni sindacali, una bozza di protocollo quadro per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”. Presente Marcello Pacifico, segretario organizzativo Confedir e presidente nazionale Udir, ha ribadito come sia “necessario prevedere uno scudo penale per tutelare i dirigenti scolastici, come occorra rimettere in sesto tutti quegli edifici che nell’ultimo decennio sono stati accantonanti, circa 15mila, così da permettere un giusto ritorno a scuola, in sicurezza”. La ministra per la pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, dice che bisognerà continuare con la didattica a distanza anche dopo l’emergenza.

La Confedir ha sottolineato come sia necessario, dopo l’aggiornamento del documento di valutazione rischi, inserire anche la previsione, presso ogni sede di lavoro competente, di riunioni periodiche del Servizio Prevenzione e Protezione già esistente, riunione che di norma dovrebbe tenersi almeno una volta l’anno, e a cui sono tenuti. Inoltre, si reputa necessario introdurre, dove ve ne siano le esigenze e le condizioni, le valutazioni di potenziale maggior rischio, campionamenti nell’aria ambiente, monitoraggio impianti di condizionamento attraverso prelievi di aria ad altezza predefinita in ingresso e in uscita e a livello delle bocchette di immissione dell’aria negli ambienti di lavoro, campionamenti sulle superfici di lavoro e sui camici utilizzati dal personale, monitoraggio microbiologico negli ambienti di lavoro, nonché nell’acqua della rete idrica che alimenta gli impianti di acqua potabile e non potabile e sanitaria.

Ovviamente si è pensato ai laboratori di ricerca e a formare il personale, informare capillarmente il personale sulle misure tecniche, organizzative e procedurali adottate per il contenimento del contagio fuori e dentro i locali, intendendo destinatari dell’attività formativa anche il personale a tempo determinato, borsista e con contratto di lavoro flessibile.

Il personale precario infine deve avere le stesse tutele del personale di ruolo.

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