Udir: per i presidi le aule scolastiche non possono trasformarsi in aule penitenziarie

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato UDIR – Il controllo sterile non porta a nulla. Sarebbe meglio concentrarsi sulla prevenzione e sull’eventuale riconoscimento del burnout dei docenti.

Mentre per il dottor Lodolo D’Oria, maggior medico esperto sul campo, la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto con milioni di registrazioni dalle spese senza copertura finanziaria e dalla facile distorsioni di contenuti. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato dei dirigenti scolastici: Non crediamo che la risoluzione ai problemi della scuola possa essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Udir invita i DS a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali a Torino; basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo [email protected]

Il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, esperto in burnout degli insegnanti e formatore impegnato nelle giornate di Studio di Udir, dal suo profilo Facebook è tornato a parlare del disturbo di cui è il massimo esponente: attraverso un video di 9 minuti “spiega che la telecamera di per sé non serve, perché è un oggetto ‘sterile’”. In una sorta di excursus, ha raccontato come si sia giunti a questa decisione. Infatti “parte dall’età in cui spesso le maestre si ritrovano a compiere maltrattamenti sui bambini e nota che spesso questi gesti vengono compiuti non all’inizio del loro percorso professionale: tali episodi infatti accadono sempre ben oltre i 50 anni”; infatti, “nel 90% dei casi le maestre inquisite hanno oltre 55 anni di età o comunque più di 30 anni di servizio”. Questo scongiurerebbe, nella versione di Lodolo D’Oria, che non si tratti di indole malvagia che altrimenti sarebbe emersa sin da subito. Il medico, inoltre, insiste sul problema dello stress vissuto dai docenti e quindi sulla sindrome del burnout che spesso si manifesta fra il corpo insegnante e “menziona anche la mancata diffusione dei dati da parte del Miur per poter avere la risposta su quali siano le malattie professionali degli insegnanti. Quindi, la natura vera dei gesti di maltrattamento è di natura psicofisica”.

Dunque, la videosorveglianza delle classi non risolverebbe il problema delle violenze, anche perché lo strumento deve essere utilizzato da personale competente. Secondo il medico esperto di burnout infatti, “l’usura deve essere prevenuta. Non è stato stanziato un solo euro per la prevenzione del fenomeno. Per questo è corretto parlare di corresponsabilità delle istituzioni”. Quindi, di base, “la maestra non è un orco: è solamente stressata”. A volte, ricorda Lodolo d’Oria, “sono stati scambiati per maltrattamenti atti di contenimento di maestre verso alunni autistici”. Pertanto, “l’incolumità dei bambini passa attraverso la salute degli insegnanti”.

Non è d’accordo con questa linea il vicepremier Matteo Salvini che, invece, crede serva “rispetto per gli insegnanti, le forze dell’ordine, per i medici e gli infermieri”. Contro le aggressioni “aumenteremo la vigilanza anche negli ospedali e nei pronto soccorso. Serve rispetto per i bimbi, anziani e disabili. Metteremo le telecamere negli asili, nei nidi, nelle case di riposo, negli istituti per disabili” per “beccare quei pochi delinquenti che sfogano la propria frustrazione su anziani bambini e disabili”.

Mentre dunque per il dottor Lodolo D’Oria la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, “la risoluzione ai problemi della scuola non può essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Il Grande Fratello di George Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Perché mai un maestro dovrebbe essere un buon insegnate per un periodo della sua carriera e poi diventare violento? Non è certo colpa del singolo, ma dello stress da lavoro correlato a cui è sottoposto”, conclude il presidente Pacifico.

Il sindacato invita i dirigenti scolastici a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali che si terrà a Torino. Per partecipare, basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo [email protected]

L’intervento video del dott. Lodolo D’Oria

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione