Udir, non serve videosorveglianza ma tutela di discenti e lavoratori

di redazione
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Comunicato UDIR – Attenzione al rispetto della normativa comunitaria sul trattamento dati, per cui potrebbero essere illegittime le disposizioni già prese da alcuni Comuni inerenti l’installazione delle telecamere nelle proprie scuole dell’infanzia.

Si apprende dalla stampa infatti che il Comune di Gorizia attiverà un sistema di videosorveglianza in 15 istituti scolastici cittadini,che consenta un controllo continuativo sulle scuole, sia esternamente sia internamente, mentre l’assessore comunale di Terni annuncia che sono stati attivati i sistemi di videosorveglianza presso la scuola d’infanzia “Felice Fatati” di Gabelletta dove in passato si erano verificati dei furti. Marcello Pacifico (Udir): Il controllo sterile non porta a nulla e risulta invece necessario focalizzare le risorse sulla prevenzione del burnout, come ha più volte affermato il dottor Lodolo D’Oria, massimo esperto, che sottolinea come la risoluzione del problema passi per una maggiore tutela di lavoratori della scuola e discenti.

 Il giovane sindacato ha ampiamente discusso della questione, presentando anche ai parlamentari della Camera degli emendamenti al Ddl Concretezza, pure durante l’audizione a cui ha preso parte il presidente Marcello Pacifico, e torna a occuparsene; infatti, rimangono da verificare i profili di possibile violazione della normativa sulla protezione dei dati personali, nonché del dettato costituzionale e comunitario in tema di diritti umani per una modalità di rilevamento della presenza oggettivamente invasiva. Bisogna ricordare inoltre che più volte il Garante dell’Infanzia si è detto pubblicamente contrario a qualsiasi tipo di telecamera installata all’interno degli istituti scolastici, a meno che non si tratti di “telecamere a circuito chiuso accessibili solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria e in presenza di una segnalazione; inoltre il Garante della Privacy ha posto diversi paletti, ritenendo “fondato” l’utilizzo della videosorveglianza solo per l’esigenza di tutela dei bambini (in particolare in età di nido) e per agevolare la ricostruzione probatoria rispetto a reati commessi nei confronti dei minori, ponendo dei dubbi sull’eventuale impiego delle telecamere in modo sistematico e generalizzato, visto che “la tutela dei soggetti fragili può avvenire efficacemente anche con mezzi meno invasivi”.

IL PARERE DEL PRESIDENTE NAZIONALE MARCELLO PACIFICO

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ribadisce il suo punto di vista: “Il sistema scolastico italiano presenta delle crepe e noi lottiamo costantemente per la risoluzione delle criticità, ma crediamo fermamente che il Governo debba occuparsi pure delle crepe fisiche, visto che metà deli istituti italiani risale a prima del 1970. In breve, perché non risolvere prima i problemi urgenti? Il compito di vigilare deve essere restituito al Ds e ai suoi collaboratori e non bisogna certamente scomodare Orwell: abbiamo bisogno di prevenzione e azioni mirate. Infine, bisogna rispettare il Regolamento europeo sul trattamento dati da poco recepito nel nostro ordinamento, tanto che potrebbero essere illegittime le azioni disposte dagli enti locali menzionati”.

LE ATTIVITÀ DEL GIOVANE SINDACATO

Udir invita i dirigenti scolastici a partecipare alle Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali, dove verranno affrontate questa e altre tematiche.

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