Udir incontra ministro Dadone: rivedere Testo Unico su sicurezza scuole e responsabilità DS

Udir – Il presidente Pacifico ieri è intervenuto dopo il segretario della Confedir, dott. Michele Poerio, sul memorandum per la pubblica amministrazione, sicurezza, perequazione interna ed esterna, dimensionamento, valutazione, organici, fun, contrattazione nazionale e integrativa, personale dirigente dell’università e della ricerca.

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SICUREZZA

Sul piano normativo, Udir chiede al Governo di rivedere il Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro con un preciso capitolo riguardante le responsabilità del ds sulla sicurezza degli edifici scolastici, la salute dei lavoratori e dell’utenza. Il ds ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Certamente sui dirigenti scolastici non possono ricadere colpe di cui non hanno responsabilità: infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentarli da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.

REGGENZE E ORGANICI

Una delle questioni aperte per quanto riguarda un efficace funzionamento delle scuole, è quella della drastica riduzione del personale in servizio, a seguito del pensionamento per raggiunti limiti di età. Ciò comporta per il personale in attività un enorme ulteriore carico di lavoro per il ricorso all’istituto della reggenza delle sedi scoperte di titolare. Il problema delle reggenze è stato più volte sollevato da Udir. Ogni sede di dirigenza, infatti, già gestisce tre-cinque plessi, spesso dislocati anche in comuni diversi con rischi quotidiani legati alla sicurezza, nonché disagi alla normale gestione dell’attività didattica e dell’offerta formativa. L’obiettivo di Udir è quello di ridurre drasticamente il fenomeno delle reggenze, che devono essere utilizzate essenzialmente per la copertura di posti che si rendono vacanti per motivi di mutamento di stato giuridico del dirigente titolare (comandi, distacchi, aspettative, assenze di lunga durata). Parallelamente bisogna riportare gli organici alle sedi di presidenza soppresse col dimensionamento scolastico a partire dall’adozione del DPR 81/09 e dell’art. 64 della legge 133/2008 con particolare attenzione alle esigenze del territorio.

CONTRATTO

Udir chiede che si ponga con chiarezza la questione della rivalutazione della retribuzione dei dirigenti scolastici, ponendo all’attenzione la necessità della perequazione retributiva con le altre dirigenze pubbliche e della perequazione interna alla stessa categoria tra le retribuzioni dei dirigenti provenienti dalla carriera direttiva, quelle dei vincitori del concorso riservato agli ex presidi incaricati e quelle dei vincitori dei concorsi ordinari. Negli ultimi anni si è assistito a un costante depauperamento delle retribuzioni con la forte riduzione della retribuzione di posizione a causa della falsa applicazione della legge 122/2010, che ha bloccato il versamento della RIA dei dirigenti andati in quiescenza, a causa della progressiva riduzione delle risorse assegnate al FUN, ridimensionato di un terzo nell’ultimo quinquennio. Tale politica di tagli ha portato effetti aberranti con incredibili richieste, persino di restituzione di somme non dovute pervenute a diversi dirigenti a seguito delle contrattazioni regionali. Per Udir almeno dal 2016 devono essere ridefinite le risorse da mettere nel FUN, per consentire aumenti del salario accessorio di almeno 5 mila annui ai dirigenti in servizio, con la riscrittura dei contratti integravi regionali già firmati. Nel rinnovo del CCNL, risulterà necessario, inoltre, ripristinare l’indennità di reggenza per i vicari e istituire l’area della vice-dirigenza con aumenti pari almeno al costo dell’inflazione registrato nell’ultimo decennio. Molto preoccupante, infine, risulta la situazione che si va prospettando, relativa alla mobilità dei dirigenti scolastici, nei prossimi 10 anni. La mobilità dei dirigenti scolastici appena immessi in ruolo fuori della propria regione sarà ostacolata infatti da almeno tre fattori: il vincolo triennale di assegnazione alla propria sede, sancito dal contratto di lavoro; il limite del 30% delle sedi disponibili da riservare alla mobilità interregionale, previsto nello stesso contratto di lavoro; la sincronia con cui i dirigenti si troveranno a chiedere la mobilità interregionale alla scadenza di ogni triennio.

Da una parte per ciascuna annualità gli USR renderanno disponibili solo poche sedi nelle diverse regioni, mentre dall’altra entrerà in gioco un gran numero di dirigenti che chiederanno la mobilità. Il combinato disposto dei suddetti fattori rischia di rendere di fatto impossibile e bloccata per lungo tempo la mobilità interregionale per la maggior parte dei dirigenti da poco immessi in ruolo fuori regione, che per quanto prevista nel contratto, sarà per loro di fatto preclusa.

Per scongiurare il blocco completo della mobilità interregionale nei prossimi anni e impedire il rovesciamento di ogni criterio di merito nell’attuale procedura che di fatto penalizza i primi e premia gli ultimi della graduatoria di merito, proponiamo di adottare a partire dall’a.s. 2020/2021 e fino all’esaurimento della graduatoria di merito la mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo, con valutazione anche dell’anzianità di servizio; l’abolizione del tetto del 30% e di qualsiasi limitazione al numero delle sedi disponibili per la mobilità interregionale.

PERSONALE DIRIGENTE UNIVERSITÀ E RICERCA

Si segnala l’opportunità: di prevedere la mobilità tra dirigenti del settore università e quelli dei centri di ricerca; di creare un unico management moderno e competitivo che ben conosce entrambi i mondi sia universitari che della ricerca per un sistema moderno e più competitivo; di assicurare maggiore tutela e autonomia nell’esercizio delle funzioni e valutazione effettiva delle competenze dimostrate e dei risultati raggiunti; di incrementare i fondi della retribuzione di risultato con le riserve proprie degli enti così da ridurre la forbice tra le varie dirigenze; di armonizzare nel prossimo contratto le norme per le malattie ai ricoveri ospedalieri equiparandoli a quelli del restante personale.

IL CONVEGNO

Udir ricorda che sabato 29 febbraio 2020 avrà luogo a Palermo il Convegno organizzato dal sindacato e invita coloro che sono interessati, al fine di partecipare attivamente al dibattito pubblico con esperti del settore ed esponenti politici di tutto l’arco parlamentare.

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