UDIR: DS, sulla firma del contratto: è davvero oro quello che sta luccicando?

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UDIR – Come noto, è di queste ore la notizia della firma del contratto dei DS: Udir, alla luce dell’analisi dei dati noti, afferma che l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell’area dell’istruzione e della ricerca ci sarà dal 2020.

Rilanciando i suoi ricorsi, che portano realmente al recupero delle somme spettanti,  si appresta a incontrare i dirigenti scolastici a Rende, il 17 dicembre, per un seminario formativo e informativo.

È stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca: le previsioni fatte da Udir sono state pienamente confermate, nel bene e nel male. Ci sono infatti gli aumenti previsti per la retribuzione fissa; gli aumenti dello stipendio tabellare: 16 euro a decorrere dal 1 gennaio 2016; 48,50 euro a decorrere dal 1 gennaio 2017, che inglobano i precedenti; 123 euro a decorrere dal 1 gennaio 2018 che inglobano i precedenti. A decorrere dal 31 dicembre 2018, l’indennità di vacanza contrattuale di 24,99 euro non viene più corrisposta, poiché è inglobata nello stipendio. Inoltre, di seguito, gli aumenti, i più corposi, della retribuzione di posizione/quota fissa: 200,23 euro a decorrere dal 1 gennaio 2018; 692,96 a decorrere dal 1 gennaio 2019, che inglobano quelli precedenti.

A regime, cioè dal 1° gennaio 2019, gli aumenti in totale sono pari a 815,96 euro lordi, circa 450 euro netti. Come da noi ampiamente anticipato, non c’è niente per la retribuzione di posizione/quota variabile e per la retribuzione di risultato, se non i residui di quanto non eventualmente utilizzato per la retribuzione di posizione/quota fissa, residui che per la verità non ci saranno. Al fine di ottenere la perequazione retribuzione di posizione/quota fissa, infatti, sono state impegnate anche le risorse stanziate dalla Legge 105/2017 (Buona Scuola), oggi utilizzate per la corresponsione della retribuzione di posizione/quota variabile e per la retribuzione di risultato; di conseguenza, queste voci dello stipendio sono destinate a diminuire a partire dal 1° settembre 2017, con effetti che varieranno molto da regione a regione.

Come più volte denunciato da Udir, si parla sì di aumenti, ma ci sono anche le diminuzioni; ricordiamo che in alcune regioni a regime i DS rischiano di prendere meno di oggi, perché le diminuzioni saranno più degli aumenti. La situazione infatti peggiorerà ulteriormente non appena entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento. Inoltre, fatto particolarmente grave, non sono stati per niente recuperati i tagli illegittimi fatti dal Miur negli ultimi anni, circa 3.500 euro annui in media pro capite: dato che non ci hanno pensato i sindacati rappresentativi, Udir ne chiederà la restituzione al giudice del lavoro tramite i ricorsi che sta promovendo.

Udir ricorda che ha rilanciato le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali. I prossimi incontri avranno luogo a Rende (scheda di adesione) e a Torino (scheda di adesione); per partecipare basta inviare la scheda all’indirizzo [email protected]

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