“U latru di ficupali”: il romanzo “capolavoro” di un ragazzo speciale

di Giulia Boffa
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GB – Lorenzo Genovese è un giovane affetto da una grave forma di distrofia muscolare, che ha scritto un libro dal titolo  “U Latru di Ficupali”, che tradotto dal dialetto siciliano significa “Il ladro di fichi d’india”, usando solo il movimento del mento, registrato da una telecamera collegata ad una tastiera virtuale.

La sua è stata una vera e propria impresa: tre righe al giorno per 7 anni.

GB – Lorenzo Genovese è un giovane affetto da una grave forma di distrofia muscolare, che ha scritto un libro dal titolo  “U Latru di Ficupali”, che tradotto dal dialetto siciliano significa “Il ladro di fichi d’india”, usando solo il movimento del mento, registrato da una telecamera collegata ad una tastiera virtuale.

La sua è stata una vera e propria impresa: tre righe al giorno per 7 anni.

Lorenzo è immmobile dall’età di 3 anni, ora ne ha 27 e vive con il padre, la madre è deceduta lo scorso anno per una grave malattia: si è diplomato nell’istituto agrario di Palazzolo Acreide (Sr) e purtroppo non ha potuto iscriversi all’università per le sue condizioni di salute.

Il libro è scritto in dialetto siciliano di Buscemi, la professoressa Lucia Vaccaro ne ha curato la traduzione in italiano nelle pagine ‘a fronte’del libro e ne parla con entusiasmo: “U latru di ficupali” è un racconto che contribuisce a salvaguardare una tradizione linguistica e un passato storico di vita agreste siciliana che in pochi ormai ricordano” dice Lucia Vaccaro. “La sua opera non è una storia che si dipana semplicemente in una sequenza di episodi ma una dettagliata e quasi teatrale descrizione di situazioni: un susseguirsi di bozzetti in cui i personaggi e le loro azioni lasciano il posto alla bellezza di un dialetto che li descrive con una grande intensità”.

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