Tutto quel lavoro sommerso dei docenti, Di Meglio (Gilda): “Deve essere riconosciuto nel contratto. Ma servono risorse dal Governo” [INTERVISTA]

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Troppi compiti da correggere, lezioni da preparare, riunioni varie e impegni infiniti. E’ questa la vita del docente di oggi. E per giunta, nel tempo si è creata un’immagine di un lavoratore privilegiato, che ha tre mesi di ferie e ha un orario di lavoro anche vantaggioso rispetto ad altri lavoratori. Ma come sappiamo le cose non stanno così.

Nei giorni scorsi abbiamo riportato i problemi legati al lavoro sommerso con cui tutti gli insegnanti devono scontrarsi. Nello specifico, le verifiche da correggere e le lezioni da preparare, rappresentano alcune delle attività che i docenti svolgono a casa, lontano dall’orario di servizio.

Gli insegnanti, tuttavia, sono consapevoli che la professione docente oggi è cambiata e ci sono degli impegni che oggi risultano fondamentali. Quello che non appare corretto è che tutto il lavoro sommerso non “si vede” da nessuna parte, ovvero non c’è alcun riconoscimento economico e contrattuale.

Ne abbiamo parlato con Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, che ad Orizzonte Scuola, esprime il suo pensiero.

Perché, secondo lei, si è creata questa idea del docente che ha 3 mesi di ferie in estate e lavora solo 18 ore settimanali?

Probabilmente questo antico pregiudizio trova origine nell’antica scuola dell’immediato dopoguerra che fino agli anni del boom economico vedeva l’inizio delle lezioni a ottobre. La scuola di oggi è molto cambiata, gli insegnanti prendono servizio il 1° settembre e a luglio sono impegnati con esami e corsi di recupero. I docenti italiani, in realtà, sono penalizzati nella fruizione dei loro giorni di ferie perché sono costretti a goderne soltanto in bassa stagione. La scuola di oggi richiede riunioni e adempimenti in modo ossessivo, tanto è vero che la maggior parte degli insegnanti invidia gli impiegati che, finita la loro mezza giornata di servizio, non hanno più impegni di lavoro.

 

Eppure quanto lavoro sommerso per i docenti: lezioni da preparare e compiti da correggere. Non si dovrebbe riconoscere il tutto a livello contrattuale, chiedono molti insegnanti?

Il lavoro sommerso degli insegnanti si è allargato a dismisura e giustamente i docenti chiedono che sia riconosciuto nel contratto, ma servono risorse che i governi finora non hanno mai stanziato. Non da oggi le retribuzioni sono tra le più basse dei paesi sviluppati mentre gli impegni di orario e il calendario scolastico sono equiparabili a quelli dei loro colleghi europei. Ad esempio: se le ore di lezione del docente italiano variano da 18 a 25 a seconda dell’ordine di scuola, il collega tedesco fa generalmente 22 ore ma di 45 minuti e quindi finisce per insegnare meno percependo una retribuzione doppia.

A proposito di contratto: che sensazioni ha? A breve si dovrà tornare a trattare per chiudere e dare il rinnovo che tutti aspettano

Se le trattative tardano tanto a iniziare è perché le somme stanziate fino ad ora sono del tutto insufficienti per un contratto dignitoso. Spero che il Governo abbia compreso la situazione e che fra pochi giorni si apprenda qualche buona notizia riguardo la prossima legge di Bilancio.

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