Tutti i docenti in cattedra per l’inizio delle lezioni, Bianchi ‘si gode la vittoria’. Ma è ancora caos per le supplenze da Gps

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Alla fine ha vinto Patrizio Bianchi. Lo aveva messo in cima alla lista delle azioni da intraprendere come ministro dell’Istruzione e a quanto pare tutti i docenti saranno al loro posto per l’avvio delle lezioni. Tutti o quasi tutti, per essere precisi. Ancora persistono i problemi in alcuni territori legati alle liste delle Gps, che non è detto assolutamente che verranno risolti in tempo. Problemi che “macchiano” un risultato comunque soddisfacente per la maggior parte del territorio italiano.

Soddisfazione che il Ministro Bianchi ha sfoggiato in Parlamento oggi, 7 settembre, in audizione prima alla Camera e poi al Senato: “Tutti i docenti in cattedra al primo giorno. Mai successo nella storia dell’Italia. Era un impegno che avevamo preso con le famiglie e ci siamo riusciti. L’impegno che ci eravamo presi era di ripartire avendo tutti i docenti al loro posto. Questo impegno per la prima volta sarà realizzato. Partiremo il 13 settembre avendo tutti i docenti al loro posto rispetto alle 112 mila cattedre vuote e vacanti”.

Bianchi ha elencato nuovamente tutti i numeri delle assunzioni: “58.735 assunzioni in ruolo, di cui 14.194 sul sostegno e 113.544 incarichi annuali già assegnati, 59.813 dei quali sul sostegno” e ha aggiunto prima che “lo scorso anno le assunzioni erano state 19.995 in totale di cui 1778 sul sostegno” e successivamente che sempre nel 2020 “si giunse a fare le assunzioni in ruolo a novembre – ha rimarcato – Il risultato che ho portato è collettivo, di tutti, in uno sforzo straordinario di riporre la scuola al centro”.

Ma sarà davvero così? Nella maggior parte dei casi il successo di Bianchi è già palpabile: basti pensare ai molti dirigenti scolastici che negli ultimi giorni hanno sottolineato come per la prima volta, da molti anni, in effetti, gli insegnanti saranno al proprio posto dal primo giorno di scuola. Sia di ruolo che supplenti.

In realtà però, forse non tutte le regioni e province d’Italia stanno festeggiando. Anzi: ci sono ancora le grane del caos dovuto all’algoritmo che gestisce le supplenze da Gps: in molte realtà le nomine per le assegnazioni degli incarichi a tempo determinato, per quanto riguarda le supplenze annuali, al 31 agosto e quelle fino al termine delle attività didattiche, al 30 giugno, non sono state portate al termine o le liste pubblicate erano piene di errori. Già i sindacati avevano chiesto ieri una richiesta di incontro con l’amministrazione per avere dei chiarimenti. Ma i problemi persistono.

Su tutti, nelle ultime ore, è scoppiato il caso di Roma, dove continuano ad arrivare alla nostra redazione segnalazioni da parte di docenti precari di disfunzioni importanti in merito alle graduatorie con errori che, probabilmente, costringeranno alla riformulazione delle stesse.

Per molti precari, dunque, sono ore di faticosa attesa e incertezza. Eppure, sempre il Ministro Bianchi, nei giorni scorsi, aveva parlato di come la parola ‘precario’ fosse uscita di scena dalle cronache dei giornali: “Abbiamo agito sulle persone. Avete notato che sui giornali è scomparsa la parola precario? Negli anni scorsi si parla sempre della situazione in questo periodo. Il motivo? Perché abbiamo fatto i concorsi, nemmeno una sanatoria. Concorsi fatti dai governi precedenti e noi li abbiamo realizzati”. 

Posizione che non sembra trovare la condivisione della Lega: già il sottosegretario Sasso aveva replicato immediatamente sulla questione, ricordando che “la parola precario sarà anche sparita dai giornali, ma nella realtà esiste ancora, purtroppo. Soprattutto nella scuola, dove donne e uomini che per anni hanno lavorato con i nostri figli non riescono a ottenere il tanto sospirato contratto a tempo indeterminato, sebbene abbiano subìto per anni l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine”.

Ancora più decisa l’entrata del responsabile scuola del Carroccio, Mario Pittoni: “offrire a categorie che alla scuola hanno dato gli anni migliori e che in questi mesi vivono un vero e proprio incubo, con piattaforme e algoritmi dall’efficienza tutta da dimostrare, attivati probabilmente senza adeguato collaudo, come testimoniano migliaia di segnalazioni sul web. Segnalazioni anche queste che non trovano spazio sulla stampa generalista. Ma sulla stampa specializzata sì. Diamo loro un’occhiata. Approfondiamole. Perché la sensazione è che il problema sia reale. Si è forzata la mano su concorsi per i quali non c’erano i tempi, rinunciando a un decreto scuola al quale abbiamo lavorato insieme nei primi mesi del suo mandato – prima dei veti di qualcuno – e nel quale c’erano le soluzioni per evitare le attuali criticità. Capisco le difficoltà a mettere d’accordo forze politiche tanto diverse. Ma una quadra dovremo comunque trovarla, nell’interesse di tutti“, dice il senatore della Lega in commissione cultura e istruzione del Senato. 

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