Tutti i docenti dovranno occuparsi di sostegno, ecco la cattedra inclusiva. Chiocca: “Una proposta di legge per rilanciare l’inclusione nella sua prospettiva più autentica”

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Percorsi formativi ad hoc, coordinamenti pedagogici all’interno delle scuole e a livello territoriale, una diversa distribuzione della didattica in classe: la “cattedra inclusiva” è la nuova proposta, contenuta in un progetto di legge, che è stata presentata durante il convegno promosso da AirDown (all’interno del progetto MICHI patrocinato dall’Università del Molise).

“La cattedra inclusiva – afferma Evelina Chiocca, tra le promotrici del progetto di legge – vuol essere “la proposta” per rilanciare l’inclusione nella sua prospettiva più autentica, secondo un approccio pedagogico delle differenze capace di recuperare valori e significati, rintracciabili e visibili nella pratica quotidiana”.

La proposta giunge al termine di un convegno promosso all’interno del progetto MICHI, patrocinato dall’Università del Molise. Il progetto MICHI si è proposto, a partire da Giugno 2022, nell’ottica di un lavoro di rete, di immaginare soluzioni sempre più attente ai paradigmi dell’inclusione scolastica.

Il processo di inclusione – continua la dottoressa Chiocca – da un po’ di tempo sembra procedere in modo sempre più stentato. Lo raccontano le cattive prassi, che segnano la quotidianità del fare scuola, come le classi differenziali di fatto, o la delega del processo inclusivo al solo docente per il sostegno, frutto di una deresponsabilizzazione sempre più diffusa. Gli interventi attivati in questi anni, seppur con l’intento di offrire un qualche appiglio, in realtà hanno contribuito ad ampliare sempre più quanto è stato cercato di contrastare”.

Da qui il bisogno, come spiegano i promotori del progetto di legge, di cambiamento.

“Pragmaticamente – spiega la dott.ssa Chiocca – la cattedra inclusiva vede i docenti, tutti, fattivamente “agenti” dentro classi e sezioni, promotori e artefici di quel possibile e fattibile cambiamento, di cui si sente la necessità. E dato che da sempre, ogni insegnante, specializzato o non specializzato per il sostegno, è, di fatto, insegnante di tutti gli alunni della classe a cui è stato assegnato, quindi anche dell’alunno con disabilità, la cattedra inclusiva consente di poter acquisire quelle competenze necessarie e fondamentali per lavorare con tutti”.

Consapevoli delle difficoltà e delle possibili resistenze, i promotori rimangono fiduciosi per il percorso intrapreso. “È successo anche nel secolo scorso – conclude la dott.ssa Chiocca – con l’ingresso degli alunni con disabilità “nelle classi comuni”; anche allora questa scelta trovò ostacoli e detrattori, ma anche sostenitori. Ciò che proponiamo è un percorso in divenire, aperto, consapevole dell’estrema necessità di non interrompere quel processo virtuoso che la pedagogia ci suggerisce e dell’ineludibile percezione del bisogno di ritrovare un orizzonte di senso”.

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