Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge ad eccezione dei diplomati magistrale! Lettera

di redazione
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Andrea La Barbera – Di cosa stiamo parlando?  I diplomati magistrale devono attendere ancora quattro mesi per conoscere la loro sorte, dopo averne attesi già sei! Perché?

Non lo so, non si capisce!

Eppure la vicenda è di una chiarezza inequivocabile! Per alcuni giudici il loro titolo è abilitante al ruolo, per altri non lo è; al momento conta la sentenza dell’organo superiore cioè l’Adunanza Plenaria!

Va bene…. e i 3.000 dm che sono entrati in ruolo per sempre? Sono più belli, più buoni e più intelligenti?
Perché è questo il punto…. di cosa stiamo parlando??
Se a 3.000 persone è stato permesso di entrare definitivamente in ruolo, con l’Avvocatura dello Stato che li ha definiti “intoccabili”, gli altri PRETENDONO di essere riconfermati! È ovvio signori, non si scappa da questa situazione altrimenti bisogna per legge modificare l’art. 3 della Costituzione italiana e scrivere che i diplomati magistrale non sono eguali di fronte alla legge!!!

Questo è il punto! Non si tratta di chiedere alla Lega o al M5S di approvare un decreto a nostro favore per le tante promesse fatte in campagna elettorale, si tratta di rispettare l’art.3 della Costituzione italiana!
I dm PRETENDONO la riconferma nelle Gae! Non la stanno chiedendo, la PRETENDONO per parità di diritti!

Perché gli italiani dovranno pagare risarcimenti milionari ai diplomati?
È sicuro come è sicura la morte che i giudici della Corte Europea di Giustizia, non appena sarà raccontata loro questa barzelletta, ci daranno ragione! Non ci sono dubbi! Mai, mai, mai nessuno potrà darci torto e permettere nello stesso tempo una netta disparità di trattamento!

E allora perché, perché dico io far perdere tempo a noi diplomati e soldi agli italiani e non confermarci nelle Gae?
Com’è possibile che ai vertici alti non riflettano attentamente sui risvolti futuri?

Una novella del Pirandello recita: ”Pensaci, Giacomino”!

Diplomati magistrale, Miur: 4 mesi per eseguire le sentenze. Chi riguarda

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