Tutti alla sbarra impazzano scuole danza

di redazione
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ANSA – Due di loro hanno già trovato lavoro (appariranno in una rappresentazione del Jesus Christ Superstar a Palermo), tre sono stati bocciati ("essere bravi a danzare non basta, bisogna studiare"), mentre tutti gli altri, paghi dell’esperienza appena vissuta, sono pronti a ricominciare il "tour de force".

ANSA – Due di loro hanno già trovato lavoro (appariranno in una rappresentazione del Jesus Christ Superstar a Palermo), tre sono stati bocciati ("essere bravi a danzare non basta, bisogna studiare"), mentre tutti gli altri, paghi dell’esperienza appena vissuta, sono pronti a ricominciare il "tour de force".

Il liceo artistico "Paolo Candiani" di Busto Arsizio (Varese) è una delle cinque scuole in Italia che l’anno scorso hanno attivato la sezione coreutica. E dopo nove mesi di lavoro, sui banchi e alla sbarra, per gli studenti-ballerini ora è tempo di bilanci. La classe non supera il tetto dei 25 alunni.

"Non abbiamo voluto affollarla troppo – spiega il preside Andrea Monteduro – ma le richieste di iscrizione che avevamo ricevuto erano il triplo. Anche quest’anno, per la nuova prima, abbiamo ricevuto oltre settanta domande, ma anche in questo caso verrà formata una sola sezione". E’ una scuola che piace soprattutto alle ragazze, anche se "il 10-15% degli iscritti è maschio".

A decidere chi è dentro e chi è fuori è una commissione apposita, composta da insegnanti dell’Accademia nazionale di Roma e della scuola. "Il liceo coreutico – afferma il preside – coniuga la passione per la danza con lo studio e garantisce allo studente di raggiungere una preparazione a 360 gradi. Al termine del percorso di studi ciascuno potrà quindi scegliere se continuare con la carriera artistica o iscriversi all’Università". Monteduro non omette l’impegno che questo tipo di scuola richiede: "I ragazzi si allenano tutti i giorni, mattina o pomeriggio, per tre ore e poi devono seguire le lezioni in classe e studiare a casa. Magari a quell’età avrebbero voglia di andare in giro con gli amici, ma la mole di lavoro non glielo permette sempre".

Non per niente sono considerati alla stregua dei professionisti, il livello di preparazione artistica prevista dal liceo corrisponde a quello internazionale richiesto per i ragazzi della loro età. "Qui non si lavora per diventare velina, ma per la danza d’arte. Devono controllare quello che mangiano e quanto dormono. All’inizio dell’anno devono anche presentare un certificato medico che permetta loro di affrontare la danza a livello professionale".

Le ore in cui si allenano sono moltissime, sottolinea, a fine anno sono circa 450. "La loro ricompensa è il palcoscenico, sono i primi applausi".

E per qualcuno, il momento del debutto è già arrivato: "Mi sto allenando per lo spettacolo di Palermo assieme a una mia compagna", racconta Massimo, uno studente appassionato di danza da un anno e mezzo. Estate, quindi non vuol dire riposo. "No, anzi. Gli insegnanti ci hanno chiesto di continuare l’allenamento nelle nostre scuole private durante i mesi estivi". "L’idea di questa scuola mi piace molto", aggiunge un’altra studentessa, Letizia, "sulle punte" da nove anni. E’ una scuola impegnativa, ammette, "vivo anche lontano da Busto Arsizio e per frequentarla durante la settimana risiedo in un convitto.

Ma nonostante il sacrificio richiesto, Letizia è certa, se tornasse indietro di un anno, sceglierebbe comunque e di nuovo questa scuola

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