“Tutti a scuola senza mascherine e distanziamento sociale”: petizione in tutta Italia

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“Tutti a scuola senza mascherine e senza distanziamento”. Petizione online dell’organizzazione denominata “La scuola che accoglie” in vista del prossimo anno scolastico e del ritorno a scuola.

L’iniziativa è partita dal Trentino e “si sta estendendo a tutte le regioni”, riferiscono gli organizzatori in conferenza stampa. In Emilia-Romagna i promotori spiegano di aver raccolto 6.043 firme in 11 giorni tra medici, operatori sanitari, docenti e Ata.

A lanciare la petizione, intitolata “Per una scuola reale”, è stata “La scuola che accoglie”, un movimento nato tre anni fa.

La battaglia del movimento è sulle misure anti-Covid e sulla didattica a distanza.

Il decalogo per il ritorno in classe

Sta prevalendo un “principio di paura”, si legge nel testo della raccolta firme, ma “il rischio zero non esiste” e a scuola “tutto è condivisione e vicinanza”.

Sui dispositivi di protezione, in particolare, si afferma che la mascherina “può comportare danni gravissimi” dal punto di vista fisico, emotivo, sociale e psicologico.

Mentre la didattica a distanza può portare alla “demenza digitale”, viene riportato nella petizione, a cui è allegato un “decalogo di buone pratiche” che, ad esempio, prevede di “frequentare tutti in presenza, in classe o in altri spazi”, ma “senza distanziamento e senza dispositivi di protezione”.

Nel decalogo – segnala l’agenzia di stampa DIRE – si invita a “incentivare la socialità anziché reprimerla” e a “privilegiare il lavaggio delle mani con acqua e sapone”, senza gel.

La mascherina? “Un bavaglio che sostanzialmente non ha alcuna utilità pratica”, afferma Marco Stegagno, medico specializzato in chirurgia d’emergenza, che si presenta come “responsabile medico del movimento”.

La mascherina serve solo a bloccare le goccioline di saliva emesse da un malato, continua Stegagno, ma a suo dire si sottovaluta l’aspetto “airborne” per cui il virus “è in grado di circolare nell’aria che respiriamo” e poi di “passare” attraverso la mascherina, per cui “rischiamo comunque il contagio”.

Allo stesso tempo, la mascherina “fa danni”, afferma Stegagno, “perché porta le persone a respirare di nuovo l’aria già espulsa dall’organismo e quindi ricca di anidride carbonica”.

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