Tutela disabili e corsi sostegno mirati per gli insegnanti

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La Sen. Laura Bignami ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiede di conoscere se il Ministero ha le idee chiare su numeri e problematiche degli alunni disabili e suggerisce percorsi di formazione differenziata per gli insegnanti di sostegno.

La Sen. Laura Bignami ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiede di conoscere se il Ministero ha le idee chiare su numeri e problematiche degli alunni disabili e suggerisce percorsi di formazione differenziata per gli insegnanti di sostegno.

La premessa

il 31 luglio u.s. la Commissione Istruzione al Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il governo a risolvere il problema degli insegnanti di sostegno, garantendo la cosiddetta continuità didattica, ovvero la possibilità per i bambini con disabilità più o meno gravi di avere uno stesso insegnante di sostegno durante tutto il ciclo scolastico

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rilevato che:
nell’anno scolastico 2007/2008 gli alunni disabili, secondo il Miur, erano 174.404 e l’organico di sostegno, che comprende sia i docenti di ruolo che i precari, contava 88.441 unità. L’anno scorso gli alunni disabili erano 209.814 e gli insegnanti erano 110.216;

l’associazione "Tutti a scuola" segnala che ogni anno gli alunni disabili sono superiori di migliaia di unità rispetto alle previsioni che il MIUR registra al momento delle iscrizioni; secondo la succitata onlus nelle scuole pubbliche sono accolti oltre il 91% degli alunni disabili e gli insegnanti di sostegno nella metà dei casi sono diventati tali perché, in soprannumero nelle proprie discipline, hanno frequentato mini corsi di formazione di poche ore;
ogni anno si registrano ritardi significativi nell’assegnazione delle risorse professionali a supporto degli alunni con disabilità, a discapito delle esigenze effettive degli alunni;

tenuto conto, inoltre, che:
nelle scuole italiane, come denunciato dalla onlus Cittadinanzattiva, sono presenti barriere architettoniche che ostacolano l’accesso dei disabili negli edifici: una scuola su quattro è priva di posti per disabili nel cortile o nel parcheggio interno e quasi una su due non ne ha nemmeno nei pressi dell’edificio. Il 46% degli edifici su più piani dispone di un ascensore, ma questo nel 20% dei casi non funziona e nel 6% non è abbastanza largo da consentire l’ingresso di una carrozzina. Barriere architettoniche sono presenti nel 29% delle aule, nel 21% degli ingressi, nell’11% delle mense e dei cortili. In quasi la metà delle aule non ci sono banchi adatti a uno studente in carrozzina;

si chiede di sapere:

  • se il ministro in indirizzo ad oggi abbia contezza di quanti siano gli alunni disabili presenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, di quante siano le ore di sostegno di cui necessitano e quante di queste risultino coperte da insegnanti di sostegno;
  • se sia in grado di fornire un dettaglio della questione suddiviso per provincia e per regione;
  • quali misure di sua competenza il ministro intenda assumere al fine di garantire il rispetto del diritto allo studio degli studenti disabili in tutto il territorio nazionale;
  • quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere affinchè nelle scuole la disabilità non sia vista come un impedimento, ma come un insieme di potenzialità dei ragazzi su cui lavorare, eliminando l’impronta assistenzialista della scuola e favorendo quella riabilitativa;
  • se il ministro in indirizzo non intenda definire meglio i percorsi di formazione e specializzazione degli insegnanti di sostegno e degli educatori;
  • se non ritenga necessario far sì che i percorsi di formazione degli insegnanti di sostegno e degli educatori siano differenziati in base ai deficit degli alunni, secondo alcune specifiche macroaree come ad esempio: autismo, ritardi mentali, disturbi comportamentali, ciechi, audiolesi, handicap esclusivamente fisici.

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