Tutela dell’emotività infantile ai tempi del Covid. Lettera

Stampa
ex

Inviato dal Maestro Dario Costa – Gentile Ministra, Spero abbia la gentilezza di leggere queste poche righe.

Abbiamo appena passato un anno eccezionale.

Pensiamo giustamente alla sanità, all’economia.

Lo facciamo per preservare il futuro grazie alla memoria del passato appena accaduto.

Ricordiamo ogni tanto che il futuro passa anche e soprattutto dai bambini.

La scuola infatti non è solo l’esame di maturità o l’università.

All’infanzia si imparano le prime regole dello stare insieme, alla primaria gli strumenti che fanno di bambini i cittadini del mondo.

Sembra troppo?

Dovrebbe essere il minimo che ci si dovrebbe aspettare.

Alla scuola secondaria ci si basa su tutto il lavoro fatto in questi ordini precedenti, non solo come competenze ma anche e soprattutto come educazione intesa nel suo senso più profondo: ex-ducere, tirare fuori, portare alla luce ciò che si ha dentro.

Queste sono le cose che generano la formazione, lo spessore di una persona, ed è questo il motivo per cui queste due scuole, a volte poco considerate, devono ritornare a infondere quel coraggio che manca da troppo tempo.

Durante l’emergenza, tutte le parti della scuola si sono spese con abnegazione, un’altra parola che abbiamo vissuto e vogliamo mostrare ancora.

L’emergenza ha mostrato infatti senza riserve la persona, ha costruito quel legame che va oltre la continuità didattica.

Ha messo tutti in prima linea ad ascoltare ma soprattutto a fare, dare e ancora dare.

Ora, alle porte del nuovo anno scolastico, finalmente possiamo riabbracciare, anche solo con lo sguardo dietro una mascherina, i bambini che abbiamo sposato.

Sì sposato,perché sposare significa anche e soprattutto credere e noi crediamo nei nostri bambini e nel percorso educativo.

Quella cosa che nasce spontaneamente dall’incontro con ogni bambino,fatta di lungimiranza ma soprattutto di emozione.

Quel pensiero che confeziona la conoscenza in un sorriso, che sa dire di no semplicemente per trasformarlo in un grande sì.

La scuola che insegna le proprie possibilità attraverso la responsabilità, donando il coraggio che consente di dire “io non ho paura”.

E allora bambini e docenti si confondono perché, più o meno consapevoli, si assumono il peso del mondo per farne luogo migliore.

Questo si fa insieme.

E allora mi chiedo il perché di spostare docenti a fronte di posti occupati da anni dagli stessi per le immissioni in ruolo?

Perché, dopo un concorso, un diploma magistrale, una laurea di secondo livello ma anche e soprattutto un posto occupato da anni, si debba avere la speranza di non rientrare nelle assunzioni per poter vedere ancora i propri bambini?

Perché si deve avere il terrore che l’ultimo contatto con loro possa essere davvero un freddo schermo?

Soprattutto che beneficio ha la scuola in tutto questo?

Ci sarà sicuramente un motivo valido che esula dalle mie competenze ma un fatto resta: come farò a spiegare loro che il 20 febbraio alle 14 sarebbe stata l’ultima volta in cui ci saremmo visti?

La soluzione educativamente più sensata evidentemente non è la priorità.

La mia, è la storia comune a tanti docenti che non temono spostamenti di sede, province o regioni, ma solo di lasciare la mano che hanno tenuto nel buio appena passato.

Per lasciarla me la devono tagliare.

Singolare che a poterlo fare sia proprio l’immissione al tanto sperato ruolo nonostante io lo sia già da cinque anni per volontà della stessa istituzione che me lo ha affidato.

Infine, sul mio posto non disponibile perché paradossalmente occupato da me stesso, metteranno con tutta probabilità un supplente, scordando che al tempo del Covid la continuità didattica, che in questo caso è anche e soprattutto affettivo-relazionale, è forse la prima cosa a cui attendere.

Anche questo è difficile da spiegare ad un bambino…

Se ci fosse qualcuno in grado di farlo ne sarei grato, io ho finito le parole; oppure, graduatorie di merito alla mano, fare scelte diverse per tutelare quella mano che nessun docente vuole lasciare.

Con infinita tristezza.

Maestro Dario Costa.

Stampa

Preparazione concorsi, TFA e punteggio in graduatoria con CFIScuola!