Turi UIL: se toccano scatti anzianità sarà mobilitazione. Rifare mobilità, ci vuole piano assunzioni docenti GI e GAE. Avviare specializzazione sostegno

di Paolo Damanti
ipsef

item-thumbnail

“Se la legge 107 non è modificabile nell’immediato, è il contratto la sede adatta per aggiustarne le storture”, è quanto ritiene necessario fare Pino Turi. Un modello che ricalca quanto successo per la mobilità e quando non è stato possibile farlo ecco sorgere i problemi, a partire dalla chiamata diretta.

Sulla chiamata diretta abbiamo ricevuto decine e decine di segnalazioni su abusi o presunti contenuti negli avvisi. Cosa vi risulta come sindacato?

Un dramma, un flop. Abbiamo assistito a situazioni paradossali: dirigenti scolastici che hanno scelto i loro docenti ma l’amministrazione non ne aveva cognizione e sono stati inviati d’ufficio in altra scuola. Quindi, alcuni docenti si sono trovati contemporaneamente in due o più  scuole. Gli avvisi, poi, un disastro. Omologazione dovuto a taglia e incolla e una rincorsa patologica al docente più disponibile: senza figli, vicino a casa. Tutti elementi che prescindono dalla qualità e offerta formativa. Il sistema va cambiato, è il sistema a non funzionare.

In che senso?

Sulla chiamata diretta noi abbiamo un giudizio totalmente negativo, è la filosofia di fondo ad essere sbagliata. Noi vediamo docenti condizionati e la libertà di insegnamento non è un valore negoziabile. Ciò che porta ad un condizionamento non può essere accettato. La chiamata diretta può avere anche effetti negativi in termini di scuole di tendenza. Se c’è una scelta discrezionale sulla base di “intuitu personae” nei confronti del docente si capisce che possono esserci scuole di tendenza all’interno della scuola pubblica statale. La scuola deve essere spaccato della società e non surrogato o desiderio di qualcuno.
Inoltre, giuridicamente è una stupidaggine perché si parla di incarico triennale in presenza di docenza a tempo indeterminato. Abbiamo cercato di spiegare che l’incarico a tempo va bene per la dirigenza perché c’è un rapporto con l’amministrazione legato ai risultati. In questo caso i docenti non hanno obbligo di risultati, ma di fare. Sono due cose che non si possono confondere.

Qual è la soluzione secondo voi?

Noi avevamo raggiunto un accordo politico che limitasse la discrezionalità del dirigenti, e adeguasse la richiesta per quegli elementi di domanda e offerta che non sono insite nel patrimonio delle classi di concorso. Mi domando perché qualcuno ha fatto saltare il tavolo, indebolendo le garanzie, eliminandole fino ad annullare la libertà di insegnamento. Devo rilevare che nell’ultimo incontro con il Ministro sembra che abbiano la volontà di riprendere quel tavolo, per concordare e concertare il passaggio da ambito a scuola. Correggiamo con il contratto ciò che non si può correggere al momento con la legge.

La stessa filosofia che ha animato il contratto sulla mobilità?

Esatto, se non avessimo fatto un accordo sulla mobilità, il problema sulla chiamata diretta sarebbe ancora più accentuato. Grazie al contratto l’abbiamo ridotto del 50% e abbiamo evitato ulteriori problemi per l’avvio dell’anno scolastico.

Questo ormai è un capitolo chiuso …

Tutt’altro. Sulla mobilità abbiamo un tavolo aperto, chiediamo di rifare i trasferimenti e mettere ogni docente nella propria situazione giuridica. Sarebbe il caso che l’amministrazione non delegasse alla magistratura. Siccome l’anno scolastico è sacro, non chiediamo ora la soluzione, ma per il futuro. Dal primo settembre del prossimo anno, ognuno deve sedere nel posto che gli spetta di diritto. Inoltre, le conciliazioni che avevano lo scopo di mettere una toppa al problema, in realtà si sono trasformate in una ingiustizia, ledendo i diritti dei docenti iscritti in GaE e che hanno aspettativa di supplenza. Adesso, con provvedimento che trasforma posti da organico di fatto in diritto sarà più facile.

Di quanti posti parliamo?

Secondo quanto riferitoci negli incontri con il Ministero, saranno 25mila.

Centinaia di e-mail, inoltre, ci sono giunte relativamente al cattivo utilizzo dell’organico potenziato …

Il Ministero sta preparando una circolare per chiarire ai dirigenti come funziona l’organico dell’autonomia. Anche qui ci sta il massimo del caos. Ognuno interpreta liberamente e arbitrariamente questa norma. Abbiamo situazioni di persone qualificate messe a fare supplenze brevi, è uno spreco di risorse. Dall’altra parte le scuole assorbono spezzoni, perdita in termini di organico non prevista. Domando ai DS che hanno fatto la scelta dei docenti: questo PTOF esiste o non esiste? Perché l’organico del potenziato non viene impegnato?

Forse perché non hanno “studiato”!

Non è un problema dei dirigenti, ma di disorganizzazione. La scuola non è allo sfascio, lo è l’amministrazione. Il Ministero continua con la propaganda a nascondere la realtà. I DS sono bombardati dalla propaganda e non da indicazioni precise. La legge è basata sullo scontro ideologico. Un milione di persone va gestito con molta attenzione.

Contratto …

Abbiamo chiesto al Ministero di utilizzare questa sede per modificare gli elementi negativi della legge 107: bonus docenti, valutazione, passaggio agli ambiti, valutazione dei dirigenti. Nel contratto possiamo trovare il modo per negoziarle e modificarle. Ci vogliono però due condizioni: risorse e rivedere la norma che liberi la contrattazione attenuata dalla legge brunetta e le invasioni della 107. Con il Ministro Madia stiamo verificando che questi due presupposti ci siano.

Ci sono le risorse?

La finanziaria è stata presentata con delle slide, non c’è atto ufficiale, ma ci hanno detto che oltre ai 300 milioni ci sarebbero quasi due miliardi per 2017. Manca copertura per il 2018. Noi puntiamo ai tre anni. Al momento gli elementi appaiono positivi, le risorse pare ci siano. Con la Confederazione stiamo lavorando con i Ministri competenti, tra qualche giorno sapremo se c’è vera volontà di riaprire i contratti.

Qualcuno ha parlato di “riformulazione” degli scatti stipendiali in cambio di aumenti legati al merito.

Non se ne parla, proprio. Sarebbe mobilitazione.

Deleghe, quali gli elementi critici.

Innanzitutto, il precariato e la fase transitoria. Ci vuole un piano programmatico di assunzioni pluriennali per i docenti GaE e 36 mesi. Si tratta di docenti che non possono rimanere abbandonati o esclusi.

Altro elemento critico è la cosiddetta riforma 0-6. C’è volontà di fondere lo 0-3 (gestita dagli enti locali) alla 3-6 che significa la differenza tra nido-assistenza e scuola. Per noi bisogna qualificare l’infanzia ed evitare liste d’attesa.

Fortemente critica è la nostra posizione sulla riforma del sostegno. Ho sentito dire dal Sottosegretario Faraone che con la riforma tutti diventano docenti di sostegno. Come dire che nessuno è docente di sostegno. Il sostegno è un fiore all’occhiello in Europa e non vorrei che lo vogliano fare appassire e regredire. E’ un pezzo importante della qualità della scuola italiana. E su questo aprirei una parentesi: con tutti i soldi che si utilizzano e si annunciano per la formazione sarebbe il caso che si offrisse la possibilità ai docenti che lo vogliono acquisire di specializzazione sul sostegno. Oggi ci sono migliaia di cattedre vuote, perché non ci sonno aspiranti.

A proposito di formazione: si parla di obbligatorietà di formazione, ma senza contratto.

Chiariamo che non ci può essere obbligo individuale senza contratto. E’ una questione molto importante, ma deve essere libera ed un bisogno della scuola autonoma, non eterodiretto. Ognuno vorrebbe la formazione finalizzata ai propri interessi, vedi Confindustria. La formazione è libertà, non può diventare coercizione, altrimenti si chiama indottrinamento. E noi siamo contrari, sia che si tratti di alunni che di docenti o ATA.

Versione stampabile
Argomenti:
soloformazione