Turi (UIL Scuola): “Stabilizzazione docenti con 36 mesi di servizio, meno alunni per classe, sanificazione delle aule le nostre priorità” [VIDEO]

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“In questi mesi di pandemia sono stati commessi tanti errori, per di più reiterati. Il ministro Bianchi ci ha detto più volte che la scuola era il luogo più sicuro in tempi di Covid, ora ci rendiamo conto che non è così”.

Lo ha detto il segretario generale della UIL Scuola, Pino Turi, nel corso del suo intervento in diretta alla conferenza stampa di fine anno delle organizzazioni sindacali organizzata da Orizzonte Scuola.

Per risolvere l’emergenza non era sufficiente puntare solo sul vaccino. Per mesi abbiamo chiesto e rivendicato presidi sanitari nelle scuole, la riduzione del numero di alunni per classe, la sanificazione dell’aria delle aule. Purtroppo, ancora una volta – e questo è molto grave – l’impatto della pandemia sulla scuola è stato sottovalutato. Lo scorso anno si diceva che con il distanziamento si sarebbe risolto tutto e lo stesso è stato detto quest’anno. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. La sottovalutazione, aggiungo, si è dimostrata anche nella vicenda dell’organico Covid. In sostanza, non si è voluto ascoltare chi conosce la scuola, chi ha esperienza, chi è nella scuola da sempre e, cosa ancor più preoccupante, gli errori non sono stati riconosciuti”, spiega il sindacalista.

Sul rischio Dad: “I sindacati della scuola hanno firmato convintamente un impegno per limitare la Dad il più possibile. Se ora qualcuno ci dice che la Dad è all’ordine del giorno ne prendiamo atto, ma c’è bisogno di dire che non si è raggiunto l’obiettivo. Ciò impone un  ripensamento generale di interventi per il rilancio del sistema scolastico costituzionale, quindi bisogna mettere in campo risorse e idee, lasciando da parte narrazioni e dichiarazioni esaltanti che nascondono la mancanza di  investimenti specifici.  Ad ogni modo, noto che ci si soffermi sempre sul risolvere il contingente, ma nessuno sottolinea l’importanza di una visione strategica per gestire la situazione scuola”.

E ancora: “La scuola è uno degli ultimi pilastri di questo paese ma manca una visione. Le mie critiche e quelle della mia organizzazione vanno oltre al modo di gestire la pandemia. La legge finanziaria ha solo parzialmente risposto, solo ad alcune rivendicazioni e c’è stato bisogno di tante proteste e di uno sciopero. Noi continueremo a rivendicare un provvedimento specifico sulla scuola che parta dalle situazioni contingenti ma che poi tocchi molti altri punti”.

Sulla questione reclutamento, Pino Turi spiega: “Rilanciamo l’esigenza di un provvedimento legislativo che risolva i problemi rimasti inevasi a partire dal precariato. I concorsi secondo noi vanno eliminati in questa modalità perché rappresentano un danno. Ricordo a tutti quanti che il PNRR prevede a febbraio la scadenza della riforma sul reclutamento. È necessario un nuovo sistema di reclutamento a regime e, contemporaneamente, ci vuole una fase transitoria.  Io non posso più tollerare che persone con 36 mesi di servizio non siano stabilizzate”.

In chiusura, il sindacalista ha detto: “Vogliamo capire dal governo se c’è un’inversione di tendenza rispetto all’autonomia scolastica, alla scuola della costituzione. Non possiamo limitarci ai temi più vicini temporalmente e ai piccoli cabotaggi. Dopo tutto quello che c’è stato, dopo quello che abbiamo vissuto, siamo alla fine della legislatura e vogliamo capire cosa si può fare. Le urgenze risiedono nel precariato, nei DSGA facente funzione, nell’abolizione dei vincoli della mobilità Sono tre punti che porteremo al tavolo con il ministro. Non ci aspettiamo chiacchiere, ma fatti”.

LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO SU OS TV

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