Turi (Uil Scuola): “Prima l’assunzione per titoli e poi gli organici triennali. Draghi interrompa la fabbrica del precariato” [INTERVISTA]

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Dal prolungamento del calendario scolastico alle assunzioni docenti, passando per le scelte per la prossima maturità: Intervista di Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola che passa in rassegna i temi portanti da inserire fra le priorità del nuovo Governo

Sono giorni concitati per la creazione del nuovo Governo e con esso la nomina del prossimo Ministro dell’Istruzione. I temi finiti nell’agenda del nuovo premier Mario Draghi, incaricato dal presidente Mattarella di formare un nuovo esecutivo, sarebbero tanti e molti altri dovrebbero aggiungersi per quanto riguarda la scuola. Per adesso, secondo indiscrezioni filtrate dai partiti che hanno incontrato Draghi in queste ore, sarebbe emersa la volontà del premier di prolungare l’anno scolastico almeno per tutto il mese di giugno e quella di agire al più presto sull’assunzione dei docenti e il loro collocamento in servizio già regolarmente dal 1° settembre.

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Ma, come accennato, l’attesa del mondo della scuola per il programma del nuovo Governo è altissima e le tematiche prioritarie sono davvero più di quelle fino ad ora trapelate.

Ne abbiamo parlato con Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, che a Orizzonte Scuola, fornisce il suo punto di vista sulla questione.

 

Cosa ne pensa dell’idea di prolungare il calendario scolastico, fino a giugno, ipotizzata anche dal premier Draghi?

E’ difficile commentare ciò che dovrebbe pensare Draghi, visto che non sono sue dirette dichiarazioni, ma indiscrezioni a lui accreditate dalle delegazioni dei partiti; tuttavia, nel merito della domanda, mi sembra impossibile che rappresenti il programma scuola. Vogliamo pensare che sia un elemento di un programma più organico che abbia come obiettivo la messa in sicurezza del sistema scolastico del Paese che subisce attacchi da oltre venticinque anni. La scuola come priorità è la vera buona notizia. Un provvedimento organico che risolva per settembre le emergenze ci vede interessati. Servono presìdi sanitari, e la messa in sicurezza del personale, che è in prima linea, senza adeguate garanzie per la propria salute. Se non si provvede da subito con l’obiettivo chiaro di voler mettere in classe i docenti dal primo giorno di scuola, risolvendo la piaga del precariato, si rischia di perdere anche il prossimo anno scolastico. E non ci sembra tema risolvibile con l’allungamento delle lezioni e del calendario.

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Draghi, sempre in base alle prime indiscrezioni, vorrebbe infatti porre fine al solito problema delle cattedre vuote di inizio anno scolastico. Come bisogna procedere, secondo lei?

Le cattedre vuote sono il sintomo e non la causa che è l’organico. Ogni anno se ne fanno addirittura due, uno di fatto e l’altro di diritto. Una girandola di docenti ormai anacronistica. Dobbiamo interrompere la fabbrica del precariato. Secondo noi si dovrebbe agire sulle cause che lo determinano con la costituzione di organici triennali per consentire una vera programmazione delle assunzioni, in coerenza con i tempi della scuola. L’occasione delle risorse dell’Europa andrebbe finalizzata per attivare investimenti strutturali, come quello della costituzione innovativa degli organici, mai consentiti dal MEF, per ragioni di contenimento finanziario. Con organici triennali sarebbe naturale attivare contratti a tempo di durata triennale, che consentirebbero la continuità didattica e il superamento degli squilibri tra domanda e offerta di natura territoriale sull’asse Nord -Sud del Paese.  Serve una fase di transizione per l’immissione in ruolo a settembre – con un concorso per titoli e servizio ed esame finale – degli attuali precari, fatti salvi, ovviamente, i diritti acquisiti da altri concorsi le cui graduatorie non sono state esaurite.

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Quale profilo dovrà avere il prossimo Ministro dell’Istruzione?

Un profilo di grande peso politico per governare l’istituzione più importante del Paese che, come ricordava Piero Calamandrei, ‘genera democrazia come nel corpo umano si rigenera il sangue’.
Un ministro che abbia a cuore la libertà, la democrazia e la partecipazione, che rilanci la laicità della scuola nel novero delle funzioni indispensabili dello Stato, superando definitivamente le derive del servizio a domanda in cui i modelli neo liberisti vorrebbero relegarla.

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Che ne sarà del Recovery plan? Su cosa bisogna puntare, per quanto riguarda la scuola?

Sono i punti affermati prima: sono investimenti nell’organico, in termini di riduzione di alunni per classe; di tempo scuola e tempo pieno, specie al Sud; di organici triennali su cui programmare il reclutamento che è specifico per la scuola e non omologabile ai sistemi amministrativi.
Poi ovviamente servono interventi sulle strutture edilizie, in termini di messa in sicurezza, e di nuovi edifici che siano degni di un paese civile ed industrializzato come è il nostro. Si potrebbe pensare anche a presidi sanitari come elementi strutturali per essere pronti alle emergenze, e fare vera profilassi. Intervenire sulla scuola significa fare cultura della sicurezza, della transizione al verde ed ogni altra condizione di modernità che presuppone una base culturale, che invece si sta perdendo dietro modelli omologanti e ormai obsoleti.

Si attendono notizie sulla maturità 2021: dovrà essere semplificata come lo scorso anno oppure ci sono le condizioni per anche solo una prova scritta?

E’ semplice, basta rifare ciò che è stato fatto l’anno scorso, con buoni risultati. Rispetto all’anno scorso, purtroppo nulla è cambiato oltre alla narrazione. Un esame in presenza, con un colloquio che misuri il grado di maturità, aiuterebbe e superare l’aspetto quantitativo e vedere quello della maturità del candidato, tornare alle conoscenze piuttosto che cercare improbabili misurazioni delle competenze. Potrebbe rappresentare il ritorno alla qualità che la scuola merita. Da molti anni la scuola resiste ancora alle derive burocratiche che spengono la proverbiale capacità italiana di resilienza e di creatività che caratterizza il nostro made in Italy, sarebbe un bel passo in avanti.

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