Turi (Uil Scuola): “La scuola come antidoto contro ogni discriminazione”

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“La dichiarazione di Draghi anticipa ciò che è ormai un sentire comune: la pandemia arretra e si può tornare alla normalità. La scuola peraltro non è mai stata chiusa, ma non ha operato in regime di normalità a causa della pandemia che, tra l’altro ha messo in luce problemi sopiti e mai risolti. Serve un rilancio del ruolo e del modello di scuola statale e costituzionale che nell’avversione pandemica è stata un punto di riferimento sociale, fermo e sicuro”.

E’ quanto afferma all’Adnkronos il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, che commentando l’annuncio del Premier Mario Draghi che dal 1° aprile ”le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto”, evidenziando che “la partecipazione e la democrazia che è la parte costituente della nostra scuola, merita un rilancio e un’attenzione in termini di investimenti, finanziari politici e culturali”.

Specie nel momento della crisi politica e della guerra sul suolo Europeo, alle porte del nostro paese – sottolinea Turi – la scuola come comunità educante può e deve fare la sua parte mobilitandosi contro ogni tipo di guerra e contro ogni regime autoritario che di guerra si nutre. Per farlo al meglio – conclude – ha bisogno di sentire la fiducia del Governo e del paese, forte di un’identità culturale che ha unito il paese e che rappresenta l’antidoto contro ogni discriminazione sopraffazione“.

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