Turi (Uil Scuola): “La scuola a fisarmonica sta mettendo in crisi l’intero sistema sociale”

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“Sfogliando la margherita, finalmente si è decisa la data in cui riaprire le scuole, un balletto durato troppo a lungo che mette le scuola in situazione di difficoltà oltre quelle già esistenti. Il vero problema è ora di utilizzare questi giorni per rendere operativa una decisione che senza interventi rappresenta  l’ennesima narrazione”.

Così all’Adnkronos il segretario nazionale della Uil Scuola, Pino Turi, commentando i provvedimenti sull’apertura delle scuole previsti nella bozza dell’ultimo Dpcm.

“Nelle scuole – evidenzia Turi – regna l’incertezza che fa male quanto e forse di più dello stesso virus, servono interventi per presidi  sanitari, adeguamenti dei DPI per rispondere alle situazioni in via di mutamenti continui, in funzione delle numerose quarantene che  colpiscono sia il personale che gli stessi alunni. Situazioni –  sottolinea – a cui le ASL non riescono a tenere fronte con ritardi nel tracciamento e nel controllo dell’epidemia. Nessun dato che possa dare l’impressione della sicurezza per la comunità educante, aumenta il  disorientamento. La scuola a fisarmonica sta mettendo in crisi un  intero sistema sociale”.

“Alle incertezze di una pandemia sconosciuta – avverte il leader della Uil Scuola – non ne vanno aggiunte altre. Resta il fatto che ancora oggi manca il personale e le nostre sedi sindacali sono assediate da centinaia di lavoratori che vogliono scappare in pensione. Una bomba ad orologeria pronta a scoppiare, aumenta a dismisura l’esercito dei precari a cui oggi bisogna dare uno soluzione legislativa urgente, diversamente si rischia di perdere anche il prossimo di anno scolastico. La scuola – conclude – non va solo aperta, va sostenuta perché lo rimanga e con questi continui balletti qualche dubbio ci viene”.

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