Turi (UIL Scuola): “Il personale della scuola tende a non scioperare. Bianchi? Un’ottima persona che non può incidere. Usato solo per immagine”

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Dopo lo sciopero del 10 dicembre, il segretario generale della UIL Scuola, Pino Turi, tira le somme della protesta che ha visto un’adesione bassa, intorno al 6,1%.

Su La Repubblica, il sindacalista giudica questo dato sullo sciopero “non certo entusiasmante, ma è un inizio. Dopo due anni di blocco sindacale causa Covid. C’è chi ci aveva chiesto di non scioperare, ancora una volta, per senso di responsabilità e, poi, siamo stati attaccati da tutti. Dobbiamo ricordare che nel 2016, ultima serrata registrata, l’adesione fu al 9 per cento. Il personale della scuola, è un fatto, tende a non scioperare”.

Incalzato sullo sciopero del 2015, contro la Buona Scuola di Renzi, Turi spiega: “L’effetto di quei numeri si sentì a scoppio ritardato, riuscimmo a modificare la Buona scuola attraverso il contratto. Il governo Renzi approvò la legge, poi il governo Gentiloni con la ministra Fedeli la trasformò. L’approccio della 107 sulla scuola è morto gradualmente: la chiamata diretta dei docenti, per esempio, è stata approvata solo in un ramo del Parlamento”.

Il segretario Uil Scuola ammette però: “I social non sono la realtà e allontanano la gente dalla realtà. Le persone scaricano la rabbia dietro una tastiera. Dobbiamo dirlo, anche noi ci siamo allontanati dalla realtà e oggi abbiamo fatto un bagno di realtà: la gente deve tornare a organizzarsi e fare sindacato nella maniera classica. Lo sciopero, ricordiamo, va preparato. Noi abbiamo dovuto fare tutto velocemente, da soli, contro un pensiero unico che neppure consente di parlare di astensione dal lavoro. Oggi la gente ha cominciato a ribellarsi, la scuola si ribella. C’è sempre qualcuno che inizia, siamo la palla di neve che diventerà valanga”.

Poi si lascia andare ad un giudizio di Patrizio Bianchi, il Ministro dell’istruzione: “È un’ottima persona che non ha potuto incidere, gli hanno subito bocciato ogni proposta. Un ministro dimezzato e usato solo per immagine”.

E ancora: “Dopo una lunga stagione di attacco al sindacato, partita con Matteo Renzi, proseguita con Lucia Azzolina, oggi al ministero dell’Istruzione abbiamo patito un eccesso di intermediazione senza risultati, ore e ore di discussione senza approdare a nulla. Siamo tra due fuochi, quello neoliberista e quello populista. E sta venendo meno la sinistra sociale. Siamo rimasti noi a rappresentare la sinistra sociale, senza partiti di riferimento, e dobbiamo fare il lavoro due volte”.

Nella serata del 10 dicembre, anche lo stesso Patrizio Bianchi ha commentato lo sciopero: “Io ho grandissimo rispetto per tutte le sigle sindacali, le richieste del sindacato in agitazione riguardano il fatto che non è stato fatto abbastanza. Ma questo Governo ha investito 10 miliardi sulla scuola in infrastrutture, 2 miliardi per la riapertura delle scuole e assunto 62 mila insegnanti, così come abbiamo fatto 40 mila a bando per i concorsi entro gennaio. Io credo che la posizione sia ingiusta ma capisco anche che ognuno debba assumere la propria posizione”.

Sciopero scuola 10 dicembre, il resoconto della giornata [VIDEO e FOTO]

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