Turi (Uil): concorso per titoli ed esame per chi ha 36 mesi e organici triennali. Scuola sicura? Chiediamo mascherine FFP2 e vaccini [INTERVISTA]

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“Alla fine dobbiamo rinnovare un contratto con circa 20/30 euro”. A dirlo a Orizzonte Scuola il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi. Rientro a scuola? “Solo in sicurezza, domani manifestiamo”.

Rinnovo contratti, a che punto siamo?

Sono tutte chiacchiere, non c’è nulla. I numeri sono quelli della Finanziaria e non sono sufficienti.

E’ stato pubblicato il Rapporto Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Oltre 100 euro di aumento di stipendio?

109 euro è una media legata al pubblico impiego. L’Aran non ha fatto un ragionamento per categoria. Per il rinnovo del contratto si vede la massa salariale, si vede la percentuale, si fa una media e si vede quanto viene di aumento medio pro capite, senza dire però che si mette insieme il comparto con la dirigenza. Al docente o al collaboratore scolastico arrivano 30/40 euro.
C’è poi da considerare l’indennità di vacanza contrattuale. E in più c’è un altro aspetto: nell’ultimo contratto per un aumento a 85 euro medie pro capite è stata inserita la cosiddetta cifra di solidarietà e questo è un debito che si porta anche nel prossimo contratto. Alla fine dobbiamo rinnovare un contratto con circa 20/30 euro. Quindi gli aumenti di 110 euro annunciati da qualche giornale per chi sarebbero?

E sottolineo che non è vero che siamo egoisti e vogliamo troppo: quei soldi non sono sufficienti per aprire il contratto.

Il concorso straordinario riparte: dal 15 a 19 febbraio si svolgeranno le prove scritte rimaste in sospeso. Cosa ne pensa? E’ questa la strada giusta per il reclutamento?

Assolutamente no. Il sistema dei concorsi è fallito. La pandemia non ha fatto altro che mettere in luce questo. I tempi per la scuola sono fondamentali, non ci sarà mai nessun concorso che rispetti i tempi. Ci stanno delle graduatorie del concorso 2018 che ancora non sono state definite. E’ un sistema che non può funzionare. Avevamo fatto un accordo con il ministro Fioramonti, che poi è stato strappato da Azzolina.

Pensa allora a un concorso per titoli e servizi?

La soluzione è una graduatoria per titoli con esame finale. Quando dicono che il concorso per titoli non è costituzionale è una bugia, tanto è vero che anche quest’anno si sono assunti docenti a tempo indeterminato dalla graduatoria Gae, non è altro che un concorso per titoli. Che non piaccia al ministro e al governo è un altro discorso, ma non si può dire che non è costituzionale. Con la Finanziaria si sono messi in campo altri concorsi per il sostegno, il ministero sta diventando un concorsificio e questo mi lascia perplesso.

E poi si partirà con l’ordinario

Pensare oggi di chiudere un concorso ordinario in pochi mesi è assurdo, fuori dalla realtà. La scuola può stare ancora con una vacanza di organici per 4 anni? Le 32 mila assunzioni dello straordinario sono una goccia nel mare.

Qual è la vostra proposta?

Nella fase transitoria si devono fare i concorsi per tutti coloro che hanno i 36 mesi, con un concorso per titoli e un esame finale. Tutti gli altri che non hanno i 36 mesi saranno destinatari di contratti pluriennali. La causa che crea il precariato è infatti l’organico annuale. Siccome ci sono i soldi del Recovery Fund, si potrebbe intervenire in modo strutturale su questo, con organici triennali. Se si assume un lavoratore a tempo determinato, si fa per tre anni, non per un anno. Dobbiamo eliminare il manicomio attuale. E quando si fa un intervento strutturale sugli organici se non ora che ci sono le risorse del Recovery Fund?

Ne parlerete martedì all’incontro con il ministro?

Proporremo questo come investimento. Ascolteremo quello che hanno deciso. Spero non sia sulla stessa linea dell’atto di indirizzo firmato dalla ministra.

Avete annunciato una manifestazione, perché?

Noi domani saremo in piazza davanti agli Usr, in concomitanza con la manifestazione di Priorità alla Scuola.
L’attività scolastica deve essere in presenza ma con la massima sicurezza di chi ci lavora. La didattica a distanza non va bene, non abbiamo neanche sottoscritto l’accordo.
Oggi il governo non ci dà certezze sulla sicurezza delle scuole, ce lo racconta senza basi scientifiche.

Diverse Regioni hanno rinviato il rientro al 1° febbraio

Rispetto il presidente di regione che deve tutelare la salute dei cittadini. L’errore, in questa situazione così diversificata, è che il governo non è stato in grado di gestire insieme alle regioni un’operazione che non poteva essere svincolata.
Tutto ciò anche perché non è stato fatto quello che avevamo chiesto ad agosto, primo fra tutti la riduzione degli alunni per classe. Hanno però ridotto la dimensione dei banchi. E poi non ci sono stati presidi sanitari. Durante il Natale non potevamo  stare a tavola con più di sei persone, come si fa a mettere in un’aula 30 persone? Ci vuole anche un po’ di coerenza.
Si è sicuramente sottovalutata la seconda e la terza ondata, e bisogna capire che il problema non sono solo i trasporti, né si risolve tutto con le forze dell’ordine e le prefetture.
Nel frattempo infatti ci sono scuole chiuse per casi positivi.

In Puglia è vivo il confronto/conflitto tra sindacati e governatore, che pensa ci sia una scuola a domanda individualizzata, per cui uno può scegliere se vuole fare la Ddi, se non vuole andare a scuola. Credo ci voglia serietà.

In tutto ciò il personale scolastico non è tra le categorie prioritarie

Abbiamo chiesto i vaccini. Non si tratta di un privilegio per i professori, vogliamo una scuola sicura.
Alle scuole non sono state date nemmeno le mascherine FFP2, che proteggono anche chi le indossa.

Abbiamo chiesto di rivedere il protocollo di sicurezza e che venga attuato. Ci doveva essere una commissione interna che scuola per scuola verificava gli elementi di sicurezza.
Noi come sindacato abbiamo il dovere di rivendicare le certezze e la sicurezza dei lavoratori, che non possono essere ristorati se si ammalano. Non c’è ristoro che tenga di fronte alla morte.

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