Turi (Uil Scuola): “Contratti triennali per stabilizzare il personale”

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Secondo il segretario nazionale Uil Scuola Pino Turi, per garantire stabilità al personale e continuità didattica servono contratti triennali

Quello sulla scuola è un dibattito che è diventato maturo – così il segretario della Uil scuola, Pino Turi, questa mattina nel corso dell’iniziativa ‘La scuola prima di tutto’ promossa dal PD.

La mia organizzazione – ha detto Turi – è interessata a partecipare a ogni forma di dibattito che si svolgerà sul tema della scuola, avendo chiaro che il punto di partenza è il modello di scuola che si vuole realizzare. Noi pensiamo ad una scuola fuori dai meccanismi di mercato, lontana dalle logiche della vecchia legge 107, una scuola comunità che abbia al centro le persone“.

La deriva degli ultimi anni ha portato a credere che la scuola fosse un servizio, a domanda – mentre la scuola, osserva Turi – è una funzione dello Stato e personale, studenti, genitori i protagonisti di questa comunità, non clienti da accontentare. Non ci sono utenti ma diritti, professionalità, opportunità, crescita“.

Negli ultimi anni si è ridotto, tagliato, misurato. Bisogna cambiare direzione: avere fiducia, bravi insegnanti e dargli fiducia” – ha detto ancora Turi, ricordando che il tema della docenza, di un insegnamento libero, è centrale nel dibattito sul modello di scuola. La considerazione del ruolo della docenza ha riflessi anche sulla società.

Il segretario Uil Scuola tuona: “non possiamo e non vogliamo più assistere a situazioni nelle quali la docenza è mortificata e gli insegnanti vincolati a procedure, mansioni, come impiegati. Dobbiamo spazzare via anche il modello carrierista nella scuola. Dobbiamo uscire dai meccanismi competitivi. Insegnare è una professione che va remunerata bene. Non si deve pensare che occorre cambiare lavoro per avere stipendi più alti. Vanno pagati bene gli insegnanti“.

Resta una domanda a cui va data una risposta, secondo Pino Turi: “come si garantisce la libertà di insegnamento che è valore costituzionale e chi i decreti delegati avevano dato una risposta che non può essere elusa con la demolizione che stata fatta in questi anni“.

Infatti “serve stabilità e continuità, per questo va eliminata l’idea di fare organici annuali e, in conseguenza di questo, assunzioni annuali. Meglio un organico triennale, con contratti della stessa durata“.

Secondo Turi, “in tre anni vanno stabilizzate le persone. Il reclutamento deve restare nazionale, contro le sirene del decentramento che il Covid dovrebbe avere spazzato come elementi da rivedere concettualmente e concretamente. Si risolve il problema della continuità didattica e si trova il modo di dare stabilità al lavoro delle persone che sono l’elemento costitutivo di un sistema che deve esaltare democrazia e partecipazione“.

E’ la scuola l’anticorpo della deriva autoritaria degli ultimi anni“, ha concluso il suo intervento Pino Turi, segretario Uil Scuola.

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