Turi all’attacco: “Governo al capolinea, deve andare a casa. Contratto burla sulla DaD. I docenti così vanno al macello”

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“Siamo ad un governo al capolinea. Deve andarsene a casa. Ieri abbiamo rifiutato di firmare un contratto burla per la Didattica a distanza. Una sorta di circolare camuffata. Mentre  la Dad va regolamentata perché i docenti non possono essere mandati al macello, non possono essere sottoposti a regolamentazioni  semplicistiche. Non ho nessuna intenzione di firmare a queste  condizioni”.

Lo dice all’Adnkronos Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, commentando le nuove misure dell’ultimo Dpcm.

“Per fare un contratto ci vuole il riconoscimento reciproco, programmazioni e decisioni condivise – afferma Un’ora di didattica in presenza non è equivalente ad una di didattica a distanza per la quale vanno previste pause dal video terminale; oggi è impensabile chela Dad si gestisca come a marzo con device e rete privati; e inoltre  un conto è parlare di un insegnante in quarantena perché il figlio è affetto da covid, un altro perché lo è una delle sue classi, non si  può pretendere che il docente lavori a prescindere sempre e  indipendentemente dalle variabili come vorrebbe il Ministero. La  premessa di un contratto è che nulla si può fare senza risorse  aggiuntive”.

Ma di fatto il nuovo Dpcm mette gli adolescenti a casa almeno al 75%:  “Scelta sbagliata del Governo. La dad e la didattica in presenza e sicurezza sono due fallimenti di questa politica. Per otto mesi non si è fatto nulla se non parlato di banchi e visiere. La colpa del disastro – conclude Turi – non è dei lavoratori né dei sindacati ma di un atteggiamento arrogante e privo di programmazione”.

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