Turi all’attacco: “Da una parte 51 alunni in classe, dall’altra 446 milioni per il cablaggio delle scuole. Preoccupa il gap tra reale e virtuale”

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“Non si può da una parte leggere di una dirigente scolastica che denuncia di avere una classe di 51 alunni e, dall’altra il Ministro Bianchi che annuncia lo stanziamento di 446 milioni per il cablaggio delle scuole. Il gap tra il reale e il virtuale che c’è nel nostro Paese preoccupa”.  Inizia così una nota del segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi.

“Diventa sempre più preoccupante e a tratti imbarazzante il gap che si è determinato tra il reale e il virtuale nel nostro Paese. Noi che detestiamo i modelli econometrici e di mercato per valutare le dinamiche sociali e le situazioni concrete delle persone, vogliamo qui, usare una terminologia a noi non congeniale, ma di uso corrente nel pensiero unico, con la speranza di essere capiti da chi deve decidere e che, invece, mostra di non sapersi sintonizzare con le esigenze della gente e con la vita reale dei cittadini”, aggiunge.

“Lo spread tra il reale e il virtuale si presenta sempre più come un problema che va oltre la narrazione comunicativa e si appalesa in tutta sua gravità, in termini di allontanamento dalle Istituzioni e con le normali conseguenze di partecipazione e di democrazia”, continua.

“Non solo. Sempre oggi, il sottosegretario dello stesso Ministero, Floridia, afferma di ritenere le scuole sicure e in grado di aprire a settembre, valutando l’obbligo vaccinale come inutile. Regna, ancora e purtroppo, l’incertezza, un’incertezza su cui si doveva e poteva pensare prima e non oggi, con un obiettivo ineludibile: fare scuola in presenza e in sicurezza”, prosegue.

“È il momento della responsabilità. Di tutti e di ciascuno. Ed oggi, alla vigilia di un nuovo tentativo di condividere un protocollo, quello della sicurezza, ribadiremo le nostre critiche e le nostre proposte che partono dalla soluzione alla classe di 51 alunni per arrivare al futuro cablaggio di quella stessa scuola.  Il vaccino da solo non è sufficiente a risolvere problemi di struttura che da tempo ci stiamo sforzando di denunciare con proposte che risolvano il problema, quantomeno nel definire i presupposti di tracciamento, salubrità degli ambienti e personale stabile in servizio dal 1°settembre”, sottolinea.

“Prima dello spread economico e monetario va aggredito quello sociale e politico e solo la scuola, quella vera, può compiere questo miracolo a patto che si parta dagli investimenti sulla persone e non sulle cose”, conclude.

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