Troppo posti di sostegno in deroga in Sicilia, UIL: diamo una risposta ai docenti fuori sede

di redazione
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“I dati forniti dall’USR della Sicilia confermano la diminuzione costante della popolazione scolastica in atto ormai da diversi anni: basta citare Palermo, dove la scuola primaria perde ogni anno, in media, 1.000 alunni:

un fenomeno collegato alla progressiva desertificazione demografica della provincia, che neppure i flussi migratori compensano e alla quale si aggiunge, drammaticamente, l’inadeguatezza della politica che non permette la crescita dell’occupazione nel settore”.

Ad affermarlo è il segretario generale della Uil Scuola Sicilia Claudio Parasporo che, in una nota, fa il punto sulla mobilità, con alcune precisazioni che riguardano l’organico di sostegno.

“Si tratta di un capitolo a parte – spiega Parasporo riferendosi a quest’ultimo – poiché la mobilità per l’anno scolastico 2018/2019 ha registrato la disponibilità di appena sette posti in ingresso: numeri che stridono con l’organico di adeguamento che ogni anno l’Ufficio Scolastico Regionale mette a disposizione delle istituzioni scolastiche della provincia di Palermo”.

Per l’anno scolastico 2017/2018 a Palermo sono stati assegnati ben 1.920 posti in organico di adeguamento sul sostegno.

Non mancano le critiche al ministero dell’Istruzione che, secondo il segretario, non avrebbe ad oggi fatto abbastanza soprattutto nell’assegnazione dei posti di sostegno in deroga agli insegnanti fuori sede.

Se solo il cinquanta per cento di questi posti fosse stabilizzato dal MIUR – osserva Parasporo – si avrebbe un’ampia ricaduta positiva su tutte quelle professionalità siciliane che nel tempo si sono specializzate con enormi sacrifici, costrette al balletto annuale delle assegnazioni provvisorie che comportano disagi sia agli alunni diversamente abili che ogni anno si ritrovano con insegnanti diversi che ai docenti stessi, impossibilitati a programmare la propria vita, sia sul piano professionale che familiare, in quanto soggetti sempre alla mobilità annuale”.

Anche sull’organico comune il segretario generale non nasconde il disappunto per la situazione in atto in Sicilia.

“Le promesse fatte dal governo Musumeci al momento sono rimaste parole e la scuola paga il prezzo di una politica impreparata”, conclude Parasporo, che sottolinea la necessità di realizzare “investimenti sul sistema scolastico e formativo isolano tali da adeguare la Sicilia al resto d’Italia”.

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