Troppo Internet a scuola: i contro della grande illusione

WhatsApp
Telegram

In un articolo pubblicato su Le Figaro si parla delle conseguenze che può portare il troppo utilizzo di Internet a scuola e delle maggiori responsabilità che si hanno nei confronti degli alunni.

In un articolo pubblicato su Le Figaro si parla delle conseguenze che può portare il troppo utilizzo di Internet a scuola e delle maggiori responsabilità che si hanno nei confronti degli alunni.

L’entrata di internet nel sistema educativo non deve andare a diminuire le responsabilità degli insegnanti e delle istituzioni in genere sulla formazione intellettuale degli studenti ma, anzi, va ad imporre delle responsabilità in più perché aumentano le esigenze degli alunni stessi.

Non si possono lasciare, infatti, gli studenti liberi di imbarcarsi in un ricerca in Internet senza sapere cosa vogliono cercare, come lo cercheranno e soprattutto cosa scopriranno cercandolo. Molto spesso gli studenti non hanno la lucidità e le capacità giuste per affrontare la miriade di informazioni cui Internet ci pone di fronte quando facciamo una ricerca.




Sicuramente il web da l’opportunità di consultare un numero infinito di articoli, libri e documenti che mai si potrebbero trovare in nessuna biblioteca; le banche dati messe a nostra disposizione sul web permettono di accostare a testi anche immagini e suoni fornendo quella che potrebbe essere considerata una informazione completa.

Internet promette, quindi, la conoscenza, il sapere, e lo mette a disposizione di tutti, ma sfortunatamente non tutti possono o sono in grado di poter attingere da questo sapere poiché soltanto chi ha le chiavi di lettura adatte potrà avere un accesso utile a queste informazioni. Quando ci sono tantissime informazioni disponibili è molto difficile scegliere quali sono quelle pertinenti alla ricerca che interessa. Uno studente che fa una ricerca su Internet deve possedere la giusta abilità di lettura e la giusta capacità di analisi per non perdersi nella miriade di informazioni che ha trovato selezionando quello che realmente rientra nel suo interesse da quello che è avulso e questa abilità può essergli fornita dai suoi insegnanti, che potrebbero trasmettergli la chiave di lettura giusta.

Il problema principale che si pone è che uno studente che ha a disposizione questa distesa infinita di informazioni potrebbe anche ritenere inutile memorizzare o studiare sapendo che comunque, quando ne avrà bisogno, gli basterà consultare il web per trovare le informazioni di cui ha bisogno. La facilità di accesso ai saperi, quindi, potrebbe diventare una abitudine, sbagliata, di ricercare informazioni effimere quando se ne ha bisogno senza formare il proprio bagaglio culturale.

Il rischio che si corre è, quindi, secondo l’analisi effettuata da Le Figaro, quello di annullare la capacità di memorizzazione delle giovani menti facendo in modo che non siano più capaci di costruire nel tempo la propria personale rete di conoscenze che formerà la cultura di ognuno.

Soltanto coltivando la memoria si fa in modo che la singolarità intellettuale di ognuno si formi differenziandoci dagli altri e allo stesso tempo dandoci una appartenenza alla comunità culturale.

Compito dell’insegnante è quello di trasmettere sapere ma trasmettere non è porre davanti ad uno studente una infinità di informazioni ed invitarlo a consultarle quando ne ha bisogno, per dimenticarle quando il bisogno è passato. Trasmettere cultura è passare ai propri studenti saperi che si è sperimentati nella realtà, che si è confrontati in situazioni differenti giudicando la loro utilità. Se si preferisce Internet e si rinuncia a questa possibilità di trasmettere si ha sicuramente una grandissima perdita a livello culturale.

Invece di preferire una classe in cui l’insegnante predisponga il sapere di ogni suo alunno attraverso un click è bene fare in modo che venga rifiutata l’idea degli alunni che imparano da soli ricercando informazioni in base ai loro desideri e alle loro curiosità. In questo modo il docente sarebbe spodestato dal suo compito centrale nel ruolo educativo e pedagogico. Bisogna fare in modo che Internet aiuti il ruolo dell’insegnante a tornare centrale nel processo educativo permettendogli di agire sulle singolarità e sulle competenze di ognuna delle intelligenze che gli vengono affidate.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur