Troppi docenti e ATA precari in Italia, la Commissione europea indaga

di redazione
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La risposta della Commissione Europea ad una denuncia del sindacato SAESE sull’abuso del precariato in Italia. 

La Commissione europea ha già ricevuto denunce simili e che sta valutando la conformità della legislazione italiana sulla situazione dei dipendenti pubblici, in particolare nel settore dell’istruzione, alla clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato.

I dipendenti interessati sono:

  •  personale impiegato nel settore dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), che comprende conservatori di musica, accademie delle belle arti e accademie di danza;
  •  personale impiegato nelle fondazioni lirico-sinfoniche italiane;
  •  personale docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali;
  • personale impiegato presso gli istituti di ricerca pubblici.

La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE (“l’accordo quadro”)1, dispone che, per prevenire gli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri introducano, in assenza di norme equivalenti, una o più
misure relative a:
a) ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti;
b) la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi;
c) il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti.

Occorre verificare che il rinnovo di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi miri a soddisfare esigenze provvisorie e che una disposizione nazionale non sia utilizzata per soddisfare esigenze permanenti e durevoli del datore di lavoro in materia di personale.

La Commissione sta valutando la conformità della normativa italiana che disciplina la situazione dei dipendenti pubblici alla clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato. Prima di concludere la valutazione, la Commissione attenderà la sentenza della
CGUE nella causa Rossato, C-494/17, che sarà pertinente alla valutazione.

Grazie alla recente sentenza della causa Santoro, C-494/16, che ha chiarito le questioni riguardanti l’adeguatezza del diritto al risarcimento, per i dipendenti pubblici italiani assunti mediante il ricorso abusivo
a una successione di contratti a tempo determinato sarà più semplice in futuro ottenere un risarcimento per la perdita di opportunità subita a causa di tale successione di contratti a tempo determinato.

Mediante il sito https://ec.europa.eu/info/about-european-commission/contact/problems-and-complaints/how-make-complaint-eu-level/joining-similar-complaints/decisions-multiple-complaints_it
la Commissione terrà informati i denuncianti dei risultati dell’indagine e
dell’eventuale seguito che la Commissione può decidere di dare alla medesima.

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