Troppi compiti a casa? Galiano: “Servono ma solo a quegli studenti che hanno un supporto famigliare. Per altri è solo stress”

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Da giorni la polemica sui compiti a casa ha riempito le pagine dei giornali e quelle dei social. Anche Enrico Galiano, scrittore e insegnante, ha riportato su Il Libraio.it, la sua idea sul tema.

Secondo Galiano, “in Italia si danno più compiti che nel resto d’Europa: 8.7 ore settimanali in media, dietro solo ai russi. In Finlandia, per dire, le ore sono poco più di due, e loro hanno i risultati migliori di tutti. E così in Corea”.

In effetti, abbiamo riportato in precedenza, che attraverso l’esame dei dati delle indagini internazionali sugli apprendimenti degli alunni di scuola elementare e media, emerge che i docenti italiani assegnino effettivamente più compiti a casa, o da svolgere in proprio, ai propri alunni rispetto a quanto avvenga all’estero.

In particolare, il Timss 2919, che indaga sulle competenze in Matematica e Scienze degli alunni di quarta elementare e terza media di 39 paesi, ha evidenziato che gli insegnanti italiani assegnino in media più compiti a settimana rispetto ai loro colleghi stranieri.

Galiano ammette infatti che “il grosso e vero problema dei compiti per casa è questo: dati nella giusta misura servono, eccome se servono, ma solo a quegli studenti che godono del giusto supporto famigliare e che hanno imparato a pianificare per bene il proprio tempo“.

Per gli altri studenti invece, sarebbero spesso “fonte di stress, e generano nel tempo sempre più divario, fino a portare a veri e propri fenomeni di demotivazione e rifiuto della scuola“.

Se la scuola desse gli stessi mezzi a tutti – insiste il docente e scrittore – per esempio: orario pomeridiano dedicato esclusivamente ai compiti, per dirne solo una – eccome se il loro svolgimento servirebbe“.

Invece, Galiano punta il dito sul fatto che l’atteggiamento generalizzato è quello di assegnare i compiti per casa senza neanche controllare quanti compiti hanno dato i colleghi per lo stesso giorno e “poi dire semplicemente ‘Dovete farli, è il vostro dovere!‘”

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