Troppe vacanze, i genitori protestano. Ma dimenticano i loro doveri. Lettera

Inviata da Gianfranco Scialpi – Vacanze Pasqua, il lamentarsi è una pratica molto diffusa. Fa parte della comunicazione 2.0, spesso caratterizzata dalla pratica della decontestualizzazione normativa. E’ il caso delle proteste di pancia dei genitori.

Vacanze Pasqua, il solito lamento dei genitori, dimenticando il loro dovere

Vacanze Pasqua, era previsto il lamento! Puntuale! Apparentemente con maggiori giustificazioni, considerato il lungo ponte pasquale 2019. La prossima sveglia suonerà con l’estate. La protesta proviene dai genitori. Il messaggio che arriva però è fuorviante: gli insegnanti si sono regalati un ponte pasquale di almeno undici giorni!
Bel modo di porsi di fronte ai figli: prima si decide di farli nascere, poi però chiedono che il loro tempo educativo sia colonizzato dalla scuola. La lamentela non ha nessuna giustificazione costituzionale!!! I genitori rimangono i primi responsabili dell’educazione dei propri figli (art 30 Costituzione), senza se e senza ma.

La scuola ha delle regole

Al rilievo sul regalo del ponte pasquale che si sono fatti i docenti, si risponde che non rientra nelle loro possibilità decidere in tal senso. Semplicemente si riprendono i giorni che hanno anticipato a settembre l’inizio delle lezioni. In alcuni casi sono state organizzate giornate extra.

La normativa vigente impedisce di ridurre i giorni di lezione. “Allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni” (art. 7 d.Lvo 297/94). Alle singole istituzioni è concessa la possibilità di adeguare in regime di compensazione il calendario scolastico “in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa (POF), nel rispetto delle funzioni in materia di calendario scolastico esercitate dalle Regioni.” (D.P.R. 275/99).

La scuola come istituzione pubblica ha l’impegno di formare l’uomo e il cittadino (Costituzione) limitato ad almeno 200 giorni di lezione. Punto. Non si può chiedere all’istituzione scolastica un coinvolgimento diverso che esuli dalle finalità costituzionali. Si frequenta per apprendere, acquisire abilità e competenze cognitive, relazionali…Questo è il fondamento e il coronamento della scuola. La sorveglianza e la protezione dei minori (art. 2048 c.c.) hanno senso solo in questo contesto educativo-formativo. I riferimenti citati costituiscono il quadro contrattuale tra i docenti, l’amministrazione e i genitori.

Il rapporto Eurydice 2018-19 (tempo scolastico in Europa) contraddice l’immagine dei docenti che lavorano poco. Il rapporto certifica , infatti che gli insegnanti italiani sono al top dell’impegno formativo (v. immagine), evidenziando la mancanza di argomentazioni delle critiche. La situazione cambia leggermente sulle ore complessive annue (rapporto Eurydice 2015-16). In questo caso l’aumento delle ore comporta un conseguente allungamento dell’impegno dei docenti o l’assunzione di nuovo personale. Ma esistono le risorse economiche?

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