Troppe sei settimane di vacanze estive: l’Inghilterra pronta a scaglionare in base all’autonomia dei singoli istituti

di Giulia Boffa
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Red – Il ministero dell’Istruzione inglese sta per concedere maggiore autonomia alle scuole di tutta la nazione circa la scelta dei periodi di sopsensione dalle lezioni.

Il quotidiano "Guardian" ha riportato che il governo Cameron è pronto a togliere il calendario degli istituti scolastici dalle mani delle autorità locali e lasciarlo in quelle dei presidi.
Una mossa di questo tipo era già avvenuta in passato nel Regno Unito, dove alcune scuole e accademie avevano optato per l’autonomia in materia di vacanze.

Red – Il ministero dell’Istruzione inglese sta per concedere maggiore autonomia alle scuole di tutta la nazione circa la scelta dei periodi di sopsensione dalle lezioni.

Il quotidiano "Guardian" ha riportato che il governo Cameron è pronto a togliere il calendario degli istituti scolastici dalle mani delle autorità locali e lasciarlo in quelle dei presidi.
Una mossa di questo tipo era già avvenuta in passato nel Regno Unito, dove alcune scuole e accademie avevano optato per l’autonomia in materia di vacanze.
La novità è che da settembre 2015 il potere potrebbe passare ai presidi anche nel resto degli istituti ancora legati alle decisioni dall’alto, il 70% delle primarie e 30% delle secondarie.

In Inghilterra sono previsti minimo 190 giorni di lezione a fronte di sei settimane senza campanella nel periodo estivo, altre due rispettivamente a Natale e a Pasqua e ulteriori tre settimane consecutive di ‘half-term breaks’.

Il ministro Michael Gove vuole invece ridurre la pausa estiva e spalmarla su altri mesi dell’anno, per accontentare le richieste dei genitori, costretti a pagare tate e corsi estivi ed a andare in vacanza solo in alta stagione: «Sono presidi e insegnanti a conoscere meglio la situazione dei propri alunni e dei loro famigliari, non le autorità locali» hanno comunicato dal ministero. «La soluzione migliore è quindi che le scuole siano libere di decidere il proprio calendario scolastico, sempre nell’interesse delle famiglie».

Ci sono però anche critiche all’iniziativa: Brian Lightman, segretario dell’Association of School and College Leaders, ha infatti portato in evidenza il problema dei numerosissimi genitori che hanno più di un figlio, magari di diversa età scolare, le cui scuole potrebbero chiudere in periodi diversi: «Il fatto che la maggior parte degli istituti abbia scelto fino a ora di rimettersi all’autorità locale non è un caso», ha spiegato Lightman. «I presidi sanno che è la soluzione migliore per le famiglie con figli che frequentano diverse scuole. E anche per gli insegnanti che così possono andare in vacanza insieme ai propri figli».

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