Troppe assenze alla scuola primaria? Genitori condannati malgrado i buoni voti dell’alunno. Per la Cassazione c’è inosservanza dell’obbligo di istruzione

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Sentenza

La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha ribadito l’importanza dell’obbligo di istruzione elementare, respingendo il ricorso presentato dai genitori di una minore che ha mostrato un’elevata assenza scolastica senza giustificazioni valide.

Nonostante la promozione a un grado superiore, la legge rileva un’infrazione commessa dai genitori, sottolineando l’importanza non solo del rendimento accademico, ma anche del ruolo della scuola nello sviluppo della personalità dell’alunno.

Come segnala Il Sole 24 Ore, la minore, nell’arco di un intero anno scolastico, è risultata presente a scuola solo per quattro giorni, come testimoniato da un insegnante, sebbene il registro elettronico mostrasse un numero leggermente maggiore di presenze, ma sempre nettamente inferiore alle assenze. I genitori, tentando di difendersi, hanno citato problemi fisici della bambina e della famiglia, ma senza fornire prove concrete a sostegno.

Il punto focale della sentenza è stato il chiarimento che l’articolo 731 del Codice penale, che regola l’obbligo di istruzione, non prende in considerazione il rendimento scolastico dello studente. Anche se lo studente viene promosso, la violazione dell’obbligo di istruzione rimane un reato, punibile con un’ammenda di 30 euro. La Suprema Corte ha sottolineato che la legge mira principalmente a garantire il diritto costituzionalmente protetto del minore a un’adeguata istruzione, essenziale anche per il libero sviluppo della sua personalità, come sancito dagli articoli 2 e 30, comma 1, della Costituzione.

La sentenza evidenzia come il reato di inosservanza dell’obbligo scolastico sia un reato permanente che si protrae per l’intero anno scolastico, e si interrompe solo con la frequenza regolare delle lezioni. La decisione dei giudici ribadisce l’importanza della frequenza scolastica continua e della responsabilità dei genitori nel garantire l’adempimento di tale obbligo.

L’attenzione della Corte sul diritto all’istruzione e sullo sviluppo della personalità attraverso la scuola mette in luce l’imperativo legale e sociale di assicurare una frequenza scolastica regolare. Il caso sottolinea ulteriormente l’importanza di una presenza costante a scuola, non solo per l’acquisizione di conoscenze, ma anche per un armonico sviluppo individuale e sociale dei giovani.

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