Troppa burocrazia per gli insegnanti: relazioni, rapporti, schede e griglie. Esiste ancora lo spazio per la vera didattica?

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Da anni, il sistema scolastico è afflitto da un grave problema: il carico burocratico a carico degli insegnanti. Questo aspetto è spesso citato come uno dei principali fattori di stress e di disaffezione nei confronti della professione docente.

Gli insegnanti sono costretti a dedicare molte ore alla compilazione di documenti e alla gestione della burocrazia, riducendo il tempo e l’energia disponibili per l’insegnamento e la relazione con gli studenti.

Il carico burocratico deriva da diversi fattori, principalmente la necessità di rispettare le normative. Il sistema scolastico italiano impone una serie di regole e procedure per assicurare il corretto funzionamento delle istituzioni educative. Ciò si traduce in un notevole carico di lavoro per gli insegnanti, che devono adempiere ai vari obblighi attraverso la compilazione di numerosi documenti. Inoltre, la pressione della pubblica amministrazione, che richiede la compilazione di documenti e relazioni nei tempi e modi stabiliti, aggrava ulteriormente la situazione.

Situazioni di emergenza, come la pandemia di Covid-19, hanno intensificato queste esigenze burocratiche. Così come ha segnalato l’economista Carlo Cottarelli: “Tra gli adempimenti burocratici a carico degli insegnanti ci sono verbali delle riunioni, direzione e stesura dei progetti didattici, dati e monitoraggio degli stessi progetti, tutoraggio e monitoraggio dei PCTO, cioè l’ex alternanza scuola-lavoro, programmazione del lavoro per classe e spesso per alunno nei casi di disabilità, predisposizione di verifiche diversificate, predisposizione per gli allievi DSA di una scheda con strumenti compensativi e dispensativi diversificati, compilazione del registro elettronico, compilazione di schede, griglie e tabelle, di valutazione degli alunni, compilazione di tutta la modulistica relativa alle prove INVALSI, compilazione del RAV, rapporto di autovalutazione, riunioni di dipartimento, riunioni di gruppi di lavoro per l’inclusione”.

Dunque si chiede l’economista: “Servono effettivamente tutte queste attività? Scrivere relazioni, rapporti, serve poi se qualcuno li legge e poi, di conseguenza, assume decisioni; ma l’impressione è che tutto ciò, invece, finisca in un cassetto. Ci troviamo, quindi, di fronte alla forma peggiore di burocrazia”.

Il ministro Valditara ha promesso una semplificazione

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha promesso di migliorare questa situazione attraverso un piano di semplificazione amministrativa. Questo piano, articolato in 20 punti, è il risultato di un dialogo con le parti sociali e gli operatori del mondo della scuola. L’obiettivo è quello di semplificare la vita di famiglie e personale scolastico, utilizzando anche l’intelligenza artificiale per agevolare i processi.

Valditara ha sottolineato la volontà di coprire più cattedre all’inizio dell’anno scolastico, attraverso una reingegnerizzazione dei processi funzionali all’avvio dell’anno. Ciò prevede l’accelerazione delle procedure di assegnazione dei docenti e una gestione più efficiente ed omogenea delle procedure su tutto il territorio nazionale.

Attività di insegnamento e attività funzionali all’insegnamento

Quali sono le attività dei docenti? Le attività di insegnamento sono quelle che i docenti trascorrono in classe tra spiegazioni, interrogazioni, gestione degli studenti etc. Le attività funzionali all’insegnamento, invece, sono di due tipologie:

Attività individuali funzionali all’insegnamento:

  • preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
  • correzione degli elaborati;
  • rapporti e collaborazione con le famiglie.

Attività collegiali funzionali all’insegnamento

Nell’immaginario collettivo dell’insegnante corrispondono ai famosi adempimenti burocratici

  • fino a n. 40 ore annue per la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti/Dipartimenti, compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno/preparazione di lezioni ed esercitazioni, correzione elaborati e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative; in queste 40 ore rientrano anche le ore da destinare alle commissioni che lavorano per la elaborazione e realizzazione del PTOF
  • fino a n.40 ore annue per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Per la partecipazione a tali attività, il Contratto  puntualizza che gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nell’ambito della programmazione occorrerà tener in considerazione gli impegni di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;
  • svolgimento scrutini ed esami compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione (al di fuori delle predette 40 ore)

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