Troppa ansia per gli studenti, ecco il quadrimestre senza voti: la sperimentazione in una scuola del Veneto

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L’ansia a scuola pare sia un tema imprescindibile su cui riflettere. Si registra una fragilità diffusa fra gli studenti, con il covid che sicuramente ha acuito situazioni già in essere.

Ecco allora che il liceo scientifico Giordano Bruno di Venezia, ha avviato una sperimentazione, ovvero il «quadrimestre senza voti».

Come funzionerà? Sono 3 le classi che stanno sperimentando il sistema e gli studenti ovviamente continueranno a fare verifiche, interrogazioni e compiti. Tuttavia, come spiega Il Corriere del Veneto, al termine degli stessi non ci sarà il classico voto da 1 a 10.

Al contrario, si parlerà di “risultati raggiunti” scritti con la penna verde e di “preparazione da migliorare” con i dettagli specificati dei punti dolenti (ad esempio: «non funziona la sintassi», «la riflessione va approfondita») nel caso di risultati non buoni che saranno scritti con la penna rossa.

Al termine del quadrimestre, il voto ovviamente ci sarà e finirà in pagella: “Ci pensavo da un po’ ad attivare una sperimentazione di questo tipo – spiega Michela Michieletto, dirigente scolastico dell’istituto Bruno Franchetti, che è sia liceo classico che scientifico – ora abbiamo trovato l’occasione. Abbiamo scelto alcuni contesti particolari, alcune classi. Una al Bruno, allo scientifico è già partita, un’altra partirà sempre allo scientifico e forse ne partirà una al classico. Di base va chiarita una cosa, tra i ragazzi c’è un problema d’ansia importante che è sempre più evidente. Noi ci stiamo lavorando. Stiamo cercando di trovare soluzioni. Non possiamo rimanere sordi al loro disagio”.

Quello dell’ansia è dunque un problema che dirigenti scolastici e insegnanti stanno tentando di capire. Recentemente è balzata alla cronaca la vicenda del liceo Berchet di Milano, che ha visto un sondaggio fra gli studenti in cui si esprimeva un forte disagio verso la scuola.

“Il sondaggio piuttosto mette in evidenza il fenomeno sempre più diffuso dell’ansia, un terzo degli studenti ci ha segnalato il problema che io ritengo sia propriamente generazionale“, ha spiegato il preside del liceo milanese ad Orizzonte Scuola.

“Stiamo cercando di affrontare tutti i pezzi di ansia. Perché non è una sola ma di tanti tipi e insieme ai docenti adesso stiamo cercando di capire cosa fare concretamente, dove intervenire”, ha aggiunto.

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