Tribunali. Scrutini, per Tar non si boccia con 3 insufficienze. Esami, non basta lo squillo di un cellulare per annullarli

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red – Se la scuola viene smentita nei tribunali. Sempre più frequente il ricorso ai tribunali da parte delle famiglie per ribaltare le decisioni delle scuole e sempre più spesso i tribunali danno ragione ai ricorrenti. Vediamo insieme due casi riguardanti esami e scrutini.

red – Se la scuola viene smentita nei tribunali. Sempre più frequente il ricorso ai tribunali da parte delle famiglie per ribaltare le decisioni delle scuole e sempre più spesso i tribunali danno ragione ai ricorrenti. Vediamo insieme due casi riguardanti esami e scrutini.

Il primo riguarda l’uso dei cellulari a scuola ed in particolare durante l’esame.

Il caso di un giovane maturando che durante l’esame non solo non consegna, come dimostrato anche durante il dibattito al TAR e poi al CdS, il cellulare dopo l’invito dei docenti, ma quest’ultimo squilla durante la prova d’esame.

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L’alunno viene escluso dall’esame, con conseguente bocciatura, ma il TAR Lombardia accoglieva il ricorso proposto dalla famiglia. Lo studente fu ammesso a sostenere le prove, superando l’esame.

Il ricorso del Ministero al Consiglio di Stato  non ha ribaltato la sentenza del TAR, che ha, invece, sottolineato come il non aver consegnato il cellulare non può comportare la bocciatura e neppure lo squillo, dal momento che lo studente non ne ha tratto vantaggio e non ha alterato lo svolgimento della prova. Insomma, non ha avuto alcun suggerimento, quindi non è da bocciare.

A volte, ai tribunali, non basta neppure la prova che lo studente abbia copiato da un palmare, per decretarne la bocciatura. E’ cronaca la sentenza del 12 settembre 2012 quando il Consiglio di Stato diede ragione ad una studentessa beccata con le mani nel sacco, anzi, nel palmare, durante l’esame di maturità.

Anche questa volta il tribunale ribaltò la decisione della commissione di escludere l’alunna dall’esame, dato che la sanzione non doveva essere applicata prescindendo dal contesto della personalità e dal percorso scolastico  dello studente.

La ragazza, infatti, aveva un curriculum brillante ed era stata ammessa con un eccellente giudizio. Il tribunale ha considerato lo stato d’ansia della candidata che l’aveva condotta a cercare un supporto esterno. 

L’invito dei tribunali, rivolti ai docenti, sembra chiaro: parsimonia nell’infliggere pene severe per quanto riguarda l’uso dei cellulari durante gli esami, ponderando caso per caso.

Altra situazione, invece, riguarda le decisioni dei docenti a seguito di scrutini

Il quotidiano "La Repubblica" ci informa di una sentenza che ha ribaltato la decisione di un Consiglio di Classe relativamente ad una bocciatura inflitta per 3 insufficienze.

Il Tar ha, infatti, promosso uno studente di un liceo classico dell’Eur nonostante avesse come voti della pagella finale 3 in matematica, 3 in storia dell’arte e 4 in fisica. Per i giudici del Tar del Lazio, infatti, i docenti del liceo "non hanno valutato la preparazione complessiva dello studente bocciato". Ad esempio, la pagella riportava un 8 in italiano.

Ci pare, francamente, un ingresso a gamba tesa (da ammonizione ed espulsione, per usare una metafora calcistica) da parte dei tribunali nelle decisioni dei docenti.

Infatti, una scuola ha anche il compito di garantire uniformità tra le varie decisioni del CdC, e questi ultimi prendono in considerazione la qualità e il livello delle conoscenze e competenze dell’allievo, viene presa in considerazione la storia personale dello studente, nonché i livelli di partenza, del percorso e dei livelli raggiunti. Viene, inoltre, considerato l’equilibrio delle decisioni in funzione del contesto classe in cui il singolo alunno è inserito.

Quindi, la domanda è: ha il TAR la possibilità di prendere in considerazione tutti questi elementi per giudicare se una bocciatura è sensata o meno? 

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