Tribunale annulla bocciatura, i docenti non hanno rispettato Piano di studi personalizzato studente con DSA

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Il Consiglio di Stato (Sezione VI, Sentenza 16 aprile 2020, n. 2430), in appello, ha annullato il giudizio del consiglio di classe col quale un ragazzo, affetto da disturbo specifico dell’apprendimento misto, non era stato ammesso alla V Liceo. In tale sede è stato rilevato che non erano state attuate le misure compensative del piano didattico personalizzato (PDP).

La motivazione della mancata ammissione alla classe successiva

Un alunno affetto da disturbo specifico dell’apprendimento misto, non veniva ammesso alla V classe di un Liceo, per “gravi e diffuse insufficienze, soprattutto nelle discipline di indirizzo (…) Pur avendo seguito le indicazioni presenti nel PDP il ragazzo non ha raggiunto gli obiettivi formativi previsti. Ha dimostrato, inoltre, una scarsa partecipazione al dia educativo nonostante le sollecitazioni dei docenti”.

L’ulteriore bocciatura da parte del TAR

Il ricorso, col quale si chiedeva l’annullamento del giudizio di non ammissione, veniva respinto dal TAR sul rilievo delle insufficienze riportate, asseritamente irrimediabili, anche perché l’alunno avrebbe mostrato scarsa partecipazione al piano educativo, nonostante le sollecitazioni dei docenti.

L’annullamento del giudizio del consiglio di classe in appello

Viene adito il Consiglio di Stato che, accogliendo l’appello, ha annullato il giudizio del consiglio di classe. In tale sede è stato rilevato che i voti negativi riportati dall’alunno non risultavano essere stati attribuiti nella completezza delle misure compensative da assegnare in base al piano didattico personalizzato (PDP). Quindi, disposto l’annullamento del giudizio del consiglio di classe, è conseguita la rinnovazione del giudizio di non ammissione alla classe V, da completarsi entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione del Consiglio di Stato.

La mancanza e piena attuazione del PDP

. Il DS, nella relazione depositata in giudizio, ha scritto: “se si lamenta che la mancata o insufficiente predisposizione di misure di sostegno compensative abbia impedito all’alunno di conseguire la sufficienza nelle materie interessate, l’accoglimento della doglianza non può avere quale conseguenza l’ammissione alla classe superiore”. Da quanto affermato nella relazione del DS, quindi, è sembrato proprio ammettere che, nella specie, fosse mancata una completa, idonea e corretta applicazione del PDP, con adeguate misure compensative e dispensative, anche se ciò non potrebbe condurre, di per sé solo, all’ammissione alla classe successiva.

La mancata attuazione del PDP da parte dei docenti

La pronuncia del Tar non aveva motivato, in modo adeguato sul punto, rendendo verosimile che i docenti delle materie nelle quali, durante l’a.s., l’alunno non aveva conseguito la sufficienza, non si sarebbero, in tutto o in parte, attenuti alle misure richieste dal Piano Didattico Personalizzato, come ad esempio:

  • verifiche orali, a compensazione di quelle scritte insufficienti;
  • riduzione e adattamento del numero di esercizi nelle verifiche scritte;
  • utilizzo di schemi, tabelle, mappe e diagrammi di flusso come supporto durante compiti e verifiche scritte;
  • considerazione dei progressi compiuti nell’ultimo periodo ed errato calcolo delle medie dei voti in alcune discipline.

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