Trentino: 1500 precari, mancano docenti di sostegno

di redazione
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Giovedì tornano tra i banchi gli studenti del Trentino. In cattedra 7500 insegnanti, ma solo 6000 sono di ruolo, i restanti 1500 ancora precari, a fronte di oltre 70mila alunni.

27mila alunni nelle primarie, di cui più di 5000 sono nuovi ingressi, 16mila ragazzi nelle secondarie di primo grado, più di 20mila nelle secondarie di secondo grado, sono questi i numeri degli studenti trentini (riportati da L’Adige), che da giovedì 12 settembre inizieranno con le lezioni del nuovo anno scolastico.

Eppure resta un numero elevato di docenti precari, visto che i ruoli hanno solo coperto i posti rimasti liberi dopo i pensionamenti. “Nel complesso la scuola dovrebbe partire regolarmente a parte alcuni problemi dovuti all’esaurimento delle graduatorie – riferisce Cinzia Mazzacca (Flc Cgil) – le recenti stabilizzazioni a tempo indeterminato sono state 391, sulle 471 previste, ma hanno consentito di coprire i docenti che sono andati in pensione”, a cui aggiunge i 12 nuovi dirigenti scolastici. I problemi principali, sostiene Mazzacca, riguardano l’insegnamento della lingua straniera e il sostegno. Proprio sul sostegno mancano docenti specializzati. Restano scoperti 80 posti su 700.

“Troppi precari, solo nella scuola primaria ci sono da coprire 400 cattedre, dobbiamo verificare se l’algoritmo della chiamata unica funziona, sostiene Pietro Di Fiore della Uil Scuola.

Stefania Galli della Cisl Scuola ritiene, invece, che la piaga del precariato possa essere risolta sia a livello nazionale che nell’ambito dell’autonomia trentina.

 

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