Tremila famiglie a Torino chiedono aiuto: no alle disparità cognitive tra poveri e benestanti

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La pandemia ha fatto esplodere il divario tra bimbi poveri e benestanti. La povertà educativa è un problema molto serio e diversi bambini arrivano alla scuola primaria senza una buona capacità di avere relazioni con gli altri, di esprimersi, esternare le proprie emozioni.

Secondo quanto segnala La Stampa, il dato è molto preoccupante: le famiglie che si sono iscritte al progetto “Una Mole di opportunità” sono passate da 1200 a 3000 nel giro di pochi mesi.

I bambini si sono concentrati su attività come l’arte terapia per imparare a esprimersi. Agli educatori è stata fatta una formazione specifica, in particolare per relazionarsi con le famiglie straniere. Ai genitori, invece, si è provato a dare gli strumenti per affrontare meglio le questioni che riguardano la crescita e lo sviluppo dei loro figli.

“I bimbi che vengono da famiglie con un livello economico medio-alto già a tre anni hanno risultati superiori a quelli che vengono da famiglie con redditi bassi. La povertà educativa si combatte nei primissimi anni. In città, dove solo il 35% riesce a frequentare nidi o attività simili, e chi non li frequenta sono soprattutto i più poveri, è un problema che si sente”, spiega Enrico Bayma, dirigente della divisione Educativa del Comune di Torino.

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