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Tredicesima: differenze tra supplenze annuali e supplenze brevi, il calcolo, la maturazione durante il periodo di prova e molto altro

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Nel mese di dicembre, ogni anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze accredita la tredicesima mensilità, unitamente allo stipendio del mese di dicembre, in un’unica erogazione tramite sistema del Cedolino Unico, al personale scolastico a tempo indeterminato e quello a tempo determinato (con supplenze annuali al 31 agosto o fino al 30 giugno).

Solitamente l’erogazione di dicembre è anticipata rispetto al giorno 23, quale data ordinaria di accredito dello stipendio, attraverso un’emissione speciale (di solito verso il 15-16 dicembre). Si segnala infatti che è già possibile visualizzare il relativo cedolino.

Tredicesima per le supplenze brevi.

La corresponsione della tredicesima per i dipendenti con contratti di supplenza breve e saltuaria invece avviene secondo altre modalità: è corrisposta mensilmente, già inserita nel rateo stipendiale autorizzato mese dopo mese dall’istituzione scolastica. In tal caso, si potrà verificare la presenza della voce attraverso una attenta lettura del cedolino.

Fonti normative.

La disciplina generale dell’istituto è contenuta in:

  • Legge n. 364 del 31 luglio 1975;
  • D.L. n. 892 del 9 dicembre 1977;
  • Legge n. 312 dell’11 luglio 1980.

Per il settore scolastico la norma di riferimento è l’art. 80 del CCNL Comparto scuola 2006-2009: “Al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato spetta una tredicesima mensilità corrisposta nel mese di dicembre di ogni anno”.

Il calcolo.

La tredicesima è calcolata sulla base dei giorni di servizio a partire dall’1 gennaio dell’anno in corso.

Nel caso di servizio prestato per un periodo inferiore all’anno (ad esempio per il personale assunto a partire dal mese di settembre) o in caso di cessazione del rapporto nel corso dell’anno, la tredicesima è dovuta in ragione di un dodicesimo per ogni mese di servizio prestato o frazione di mese superiore a 15 giorni.

Di norma, la tredicesima corrisponde al trattamento stipendiale fondamentale (formato dallo stipendio tabellare, da eventuali posizioni economiche e da eventuali assegni “ad personam”), rimangono escluse dal calcolo eventuali indennità, detrazioni, assegni familiari, compensi accessori, bonus, etc, presenti mensilmente nel cedolino.

L’importo della 13esima può variare in diminuzione se durante l’anno si siano verificate assenze per le quali non maturi questa retribuzione. Nello specifico, non rilevano ai fini della tredicesima le assenze per:

  • Congedo parentale retribuito al 30%, ai sensi dell’art 34, comma 5, del D.Lgs 26 marzo 2001 n. 151;
  • Congedo straordinario per assistenza a familiare disabile;
  • Congedo covid-19 per assistere figli minori di 14 anni;
  • Malattia;
  • Sospensioni disciplinari dal lavoro;
  • Aspettativa;
  • Ogni altro istituto che comporti la sospensione dall’attività lavorativa per il quale non sia corrisposta retribuzione.

Sono utili invece per la maturazione del rateo di tredicesima, le assenze per ferie, festività soppresse, infortunio professionale, congedo obbligatorio di maternità o paternità, congedo matrimoniale, permessi previsti dalla L.104/1992 per l’assistenza a familiari disabili.

Per i lavoratori in regime di part time, il calcolo è proporzionato all’orario di lavoro.

Per i dipendenti a tempo indeterminato il cui contratto di lavoro cessa (ad es. per dimissioni o per collocamento in quiescenza) la tredicesima è erogata sull’ultimo cedolino disponibile.

Tredicesima e periodo di prova.

La tredicesima mensilità si matura anche durante il periodo di prova del personale assunto a tempo indeterminato. Inoltre, in caso di recesso, la retribuzione è corrisposta fino all’ultimo giorno di effettivo servizio compresi i ratei della tredicesima mensilità ove maturati, come prevede l’art.45 del CCNL 2006-2009.

Ritenute.

Sull’importo lordo vengono eseguite le seguenti ritenute:

-INPDAP sull’intero importo (nel caso di tredicesima ridotta, nel caso di assenze non utili alla sua maturazione nel corso dell’anno, la base imponibile della ritenuta INPDAP rimane quella dell’importo per intero, che sarebbe stato liquidato ove non si fossero verificate le assenze);

-IRPEF, con aliquota massima per la propria fascia stipendiale.

Si tenga presente che la somma concorre alla formazione del reddito complessivo del soggetto percettore.

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