Tre ragazzi su dieci non arrivano al diploma superiore: l’esame delle medie decisivo per la scelta del percorso

di redazione
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Quasi 190 mila studenti che si licenziano alle scuole medie non arriva agli esami di Maturità.

Su 100 ragazzi che, dopo la III media, si è iscritto a un percorso del secondo ciclo, solo 67 arrivano a svolgere l’Esame di Stato nei tempi previsti: il 31,7% non arriva neppure in V superiore e l’1,3% non è ammesso all’esame di diploma. A rivelarlo è un rapporto del Miur su quanto la formazione ricevuta durante il primo ciclo possa influire nelle regolarità degli studi superiori, elaborata nell’analisi degli esiti dell’esame di Stato e degli scrutini nella secondaria di I grado dello scorso anno scolastico 2015/2016.

L’Ufficio Statistica del ministero ha messo in relazione l’uscita dal primo ciclo dell’anno scolastico 2010/2011, quando sostennero l’esame di III media circa 575mila candidati, con i risultati della maturità cinque anni dopo, nel 2015.
il 67% dei licenziati con il 6 non arriva a svolgere l’esame di maturità al termine dei cinque anni; si cumula, in questo caso, l’effetto dell’uscita dal sistema scolastico, anche a seguito del raggiungimento di una qualifica triennale, con quello del ritardo. Più regolare, è invece, il percorso di coloro che ottengono i risultati migliori.

È ammesso all’esame di Stato l’83% di chi ha conseguito alla licenza media 8, il 93,4% dei 9 e il 97,2% degli eccellenti da 10 con o senza lode. Mentre il 35,6% di chi si è licenziato con 7 non arriva alla maturità, così come un non meno significativo 15,9% di chi ha finito con 8.

Durante questo periodo circa il 4% dei candidati alla maturità arriva all’esame con una tipologia di percorso diverso da quello iniziato cinque anni prima: ben il 37% di questi è formato da ex liceali approdati all’istruzione tecnica, mentre 19% hanno lasciato la formazione tecnica per quella professionale.

Del resto, la prosecuzione degli studi dopo le medie è fortemente legata al livello di competenze acquisite, più che a un vero orientamento. Come confermano i licenziati dello scorso anno scolastico: il 20% di quelli che hanno avuto la sufficienza decide di accedere a un corso di formazione professionale regionale (verso sui si è indirizzato in generale il 7% dei licenziati) per entrare subito nel mondo del lavoro.

Per chi invece consegue valutazioni alte è naturale proseguire in un percorso scolastico che porti ad accrescere la propria preparazione anche in vista di un eventuale accesso agli studi universitari. Così, l’81% di chi ha concluso le medie con il 9 si iscrive al liceo come il 91% di chi ha conseguito 10 e il 94,5% dei 10 e lode. Uno studente su 3 dei licenziati con 8 si indirizza verso una formazione tecnica. Mentre chi si licenzia con 6 si orienta verso studi tecnico-professionali. Nelle regioni del Nord-Est il settore tecnico per chi termina le medie con 9 e 10 è superiore rispetto alle altre regioni d’Italia, mentre al Centro si iscrive al liceo anche chi si è licenziato con 6.

Inoltre, se si considera l’esito del diploma, il 99% di chi arriva a sostenere l’esame di stato termina il proprio percorso scolastico con un successo e con un voto di diploma che, per la maggior parte dei casi, segue l’andamento di quello ottenuto all’esame conclusivo del primo ciclo.

I risultati dell’Esame di Stato 2016 lasciano ben sperare i maturandi 2017. Infatti, è proseguito il trend positivo sia per gli studenti ammessi alla maturità, il 96% degli scrutinati, sia per i diplomati, il 99,5% degli esaminati. Ed è aumentata la percentuale sia dei lodabili sia diplomati con voto alto: i 100 passano dal 4,9% al 5,1% e le lodi dallo 09,% all’1,1%.

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