Ritorno in classe, tre milioni di banchi singoli pronti per settembre? Impossibile, la denuncia di Assodidattica [INTERVISTA]

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I banchi singoli rappresentano il futuro della scuola. Questo, almeno, secondo quanto ha più volte affermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. A breve arriverà il bando per la produzione di nuovi banchi. Assodidattica, però, denuncia una situazione poco chiara.

I banchi singoli rappresentano il futuro della scuola. Questo, almeno, secondo quanto ha più volte affermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Da una parte permetteranno il distanziamento sociale, dall’altro, invece, garantiranno una didattica innovativa nei prossimi anni.

Tra qualche giorno dovrebbe arrivare il bando, firmato dal commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, per l’acquisto di più di 3 milioni di banchi. Cifre notevoli considerato che ogni banco singolo o di ultima generazione dovrebbe costare circa 300 euro (un aumento di più di 200 euro considerato il costo di 50-60 euro per quello in legno).

Non mancano le voci discordanti, tra chi paventa conflitti di interesse (come il Comitato “Priorità alla Scuola” secondo cui la sedia dovrebbe essere prodotta dalla C2 Group, già nota a Viale Trastevere) chi presenterà un’interrogazione parlamentare come Azione, il partito di Carlo Calenda (con l’ex Pd Matteo Richetti) e chi, come i produttori di arredo scolastico, puntano l’attenzione su un aspetto: l’arredo scolastico non può essere oggettivo di acquisto massivo e soprattutto non ci sono i tempi tecnici per soddisfare la domanda.

Ritorno in classe, tre milioni di banchi singoli pronti per settembre? Impossibile, la denuncia di Assodidattica

“L’acquisto dell’arredo scolastico non è una mascherina usa e getta, non è gel disinfettante”, afferma a Orizzonte Scuola, Alessandro Zecchin, vice presidente di Assodidattica, la Confindustria delle aziende che producono arredo per la scuola (una ventina in tutta Italia).

Zecchin, senza mezzi termini, afferma che comprare 3 milioni di banchi significa aumentare i problemi: “Si tratta di una soluzione da scarica barile. Quello che chiede la ministra dell’Istruzione è semplicemente illogico. Quando non sarà soddisfatto il fabbisogno, chiaro è che la colpa sarà nostra, dell’incapacità del sistema produttivo italiano di rispondere alla domanda ministeriale. La capacità produttiva, durante l’anno solare, dei produttori di arredo per le scuole è di 600mila banchi circa, in un colpo solo si chiede quella di ben cinque anni. Le due maggior aziende italiane, a meno che non si voglia appaltare a ditte straniere, hanno una capacità di 3-4mila banchi al mese, molto lontana dai desiderata delle istituzioni. Non solo: il produttore ‘tipo’ è un operatore industriale ‘iper specializzato’ ovvero possiede impianti e macchinari specifici che consentono di realizzare sistemi di arredo per le aule. La possibilità che ci si inventi, nell’arco di 15 giorni, produttori di banchi per le scuole, è, di fatto, impossibile, anche per l’obbligo di rispetto delle stringenti normative nazionali e comunitarie sul tema”.

Zecchin, poi, rincara la dose: “Sono in questo settore da circa 6 anni, ogni anno ne vediamo di tutti i colori, ma quest’anno siamo di fronte a qualcosa che può essere organizzato solo da un’entità aliena, tipo film di Steven Spielberg. Siamo stati ricevuti nei giorni scorsi dal commissario Domenico Arcuri, molto gentile nell’accoglienza, ma allo stesso tempo categorico sul bando e deciso sulla realizzazione”.

Poi chiarisce su un aspetto: “Attenzione, si parla di banchi singoli, con le ruote, il sotto banco e tutto il resto, ma Arcuri ha chiesto banchi classici con ‘quattro gambe’, non certo quelli che si sono visti nei giornali. Tra l’altro, aggiungo, che ci sono molte scuole ed enti locali convinti che arriveranno i banchi in tempo così da annullare anche gli ordini già preesistenti”.

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