Tre mesi di vacanza, 18 ore di lavoro settimanale: solo maldicenze. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

inviata da Mario Bocola -Sono veramente troppe le maldicenze che vengono dette contro i docenti: che hanno tre mesi di vacanza, che sono i “privilegiati” dello Stato, che lavorano solo per 18 ore settimanali, senza sapere che il lavoro del docente non si esaurisce con la lezione in classe, ma “dietro” c’è tutto un lavoro preparatorio e successivo a quello svolto a casa.

Oggi, più di ieri, queste maldicenze sono incrementate e hanno avvelenato il rapporto tra i docenti e i genitori. Da una parte ci sono gli insegnanti che svolgono il lavoro preparando gli alunni ad affrontare le difficoltà della vita dando il giusto peso alla valutazione, dall’altra ci sono genitori che pretendono voti alti e creano aspettative molto grandi verso i figli, senza sapere che la vita è fatta, purtroppo, anche di sconfitte che si pagano. Il lavoro del docente si svolge anche fuori dall’orario delle lezione con la fase della preparazione delle stesse, la correzione delle verifiche scritte, le interrogazioni, la compilazione del registro, la formazione professionale obbligatoria. Sono elementi, questi, non riconosciuti dallo Stato, ma che rientrano nell’attività legata all’insegnamento. Chi non è nel mondo della scuola non lo ha capito, lo capisce e lo capirà mai, perché si “vedono” solo le 18 ore di lezione frontale con la classe. È bene che tutti cambino mentalità e atteggiamenti benevoli verso gli insegnanti senza continuare ad osteggiarli, sbeffeggiarli e aggredirli in tutti i modi e le maniere.

Versione stampabile
anief
soloformazione